1

marchionini silvia 2015 lug
VERBANIA – 29.07.2015 – Una rottura totale, un attacco frontale.

Nella vicenda stadio-Verbania calcio Silvia Marchionini non usa moderazione. Attaccata a più riprese nei giorni scorsi dalla dirigenza del club biancocerchiato – con tanto di minacce di cause e querele –, il sindaco replica e punta l’indice contro la famiglia Montani. “I dirigenti dovrebbero provare un profondo senso di vergogna – ha detto stamane nella conferenza stampa in cui ha annunciato la concessione gratuita del “Pedroli” per un anno alla Virtus Verbania –: per i lavori non autorizzati effettuati allo stadio, per i debiti non onorati verso i creditori, per i soldi da dare in beneficenza all’Oncologia e mai consegnati. La società del Verbania e la città di Verbania non meritavano questo”.

Nel ripercorrere gli ultimi due anni dei tesi rapporti tra l’ente e il club calcistico, Marchionini sfoglia lettere, carte e delibere e racconta dell’incontro avuto ieri a Roma con il responsabile dei campi sintetici della Lnd, Antonio Armeni. “Che ci ha promesso concederà un anno di proroga per valutare se il prato misto sintetico dello stadio potrà essere omologato definitivamente – ha affermato il sindaco –. La risposta arriverà per la fine della stagione sportiva. Nel frattempo confermiamo il congelamento dei contributi arretrati e della fideiussione a garanzia della convenzione, così come confermo tutte le ragioni che mi hanno spinto a revocare con un mese di anticipo l’accordo col Verbania”.

Ragioni che stanno nell’ancora mancante omologazione dello stadio, ma anche nelle bollette per le utenze arretrate e nei lavori di manutenzione non effettuati.

Pur nella durezza dei giudizi espressi, il sindaco spiega di non avere preconcetti verso la società. “Se avessi avuto pregiudizi avrei risolto il contratto già un ano fa”, ha osservato, “ma non l’ho fatto”. Ciò non toglie un giudizio molto severo sull’intera vicenda. “È ora di chiudere con i conflitti di interesse, con le ingerenze folli”, ha detto richiamando più volte il ruolo di Enrico Montani, che “non era presidente sulla carta, ma lo era di fatto, e era anche assessore e forse pensava di poter fare quello che voleva. L’intreccio con la politica, oltre a fare schifo, manda un brutto segnale ai cittadini”.

Un conflitto di interessi adombrato anche nel rifacimento del prato del “Pedroli” e la sua sostituzione da erba naturale a erba mista a materiale sintetico: “lavori mai autorizzati dalla Lega e autorizzati in maniera anomala dalla giunta. Lavori fatti al senatore Montani dalla ditta che, magari, si aspettava qualcosa in cambio, non lo so. Ditta che, tra l’altro, mi dicono presto potrebbe bussare alla mia porta presentandomi il conto, che il Comune di certo non pagherà”. 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.