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VERBANIA – 10.01.2019 – In quell’abitazione

di una frazione alta di Stresa i carabinieri s’erano già recati più volte –l’ultima a Capodanno– per liti familiari e violenze domestiche. Ieri mattina la scena s’è ripetuta. Lui, 45 anni, stava picchiando lei, di 38. All’arrivo dei militari, l’uomo ha reagito con violenza, con insulti e minacce di morte e, soprattutto, cercando di aggredirli con pugni al volto. I due carabinieri del Nucleo radiomobile di Verbania sono stati costretti a bloccarlo con la forza, ma hanno faticato ad ammanettarlo perché ha tentato di divincolarsi (i carabinieri hanno riportato contusioni a una mano e a un polso con prognosi di tre giorni l’uno) e fuggire dalla finestra e, pur con le mani bloccate, ha tentato di raggiungerli con alcune testate. Le stesse, unite a pugni e calci, che ha sferrato alla porta di metallo della camera di sicurezza quando è stato portato in caserma, a Stresa. Dopo una notte trascorsa in custodia, stamane s’è presentato in Tribunale per la convalida dell’arresto. Nonostante le richieste del pm Anna Maria Rossi di sottoporlo ai domiciliari, il giudice Donatella Banci Buonamici l’ha liberato sino al processo per direttissima che si terrà il 21 febbraio in cui sarà accusato di resistenza. Per gli eventuali maltrattamenti sarà necessario che la compagna sporga querela.

 

 

 

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