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statale lago copia

CANNOBIO - 03.01.2019 - Due anni, è il tempo

quantificato dai tecnici di Anas a febbraio scorso per avviare i cantieri per la messa in sicurezza della statale 34, solo le procedure d'urgenza potrebbero ridurre un tempo troppo lungo. Intanto, considerando  il problema sicurezza, i Comuni chiedono ad Anas la posa di sistemi di monitoraggio e d'allarme anti-frana nei punti più critici.  
Ma è chiaro che l'obiettivo primario sono le opere sui versanti. Come annunciato all'indomani dell'ultimo evento franoso (quello del 6 novembre 2018) i Comuni dell'Unione del Lago Maggiore spingono sull'acceleratore affinché la Regione Piemonte chieda al dipartimento della Protezione Civile lo stato d'emergenza, il che consentirebbe di tagliare procedure burocratiche e avvicinare i tempi di apertura dei cantieri. Cantieri già finanziati con 60 milioni di euro, e oggetto di un protocollo d'intesa firmato con Anas, Regione e Comuni lo scorso 16 ottobre.
Per avanzare la richiesta di stato d'emergenza si attendeva che il Politecnico di Torino consegnasse la relazione commissionata dai Comuni sullo stato geo-morfologico dei versanti da Cannobio a Ghiffa. I documenti sono arrivati nei giorni scorsi, e vanno a integrare analoghi studi che i tecnici di Anas hanno compiuto nei punti della ss 34, dove sono in progetto 4 gallerie paramassi (nel comune di Cannobio).
"Dagli studi emerge una diffusa molto elevata pericolosità interessante lunghi tratti di strada da Cannobio a Ghiffa  tale da non permettere agli Enti preposti alla realizzazione delle opere di attendere i tempi che le procedure ordinarie impongono per addivenire all’avvio dei cantieri e , nessuno può escludere che nel periodo transitorio potrebbero riverificarsi eventi franosi e quindi quotidianamente gli utenti della SS 34 transitano senza la dovuta e necessaria sicurezza", si legge nella richiesta dell'Unione dei Comuni alla Regione perchè si attivi per ottenere lo stato d'emergenza. Altra richiesta all'Anas è di "realizzare con la massima urgenza, anche mediante l’utilizzo di parte delle somme stanziate con il  Protocollo di Intesa,  sistemi di monitoraggio ed allarmistici delle situazioni più delicate dal punto di vista geomeccanico, oltre che ad assumere tutti gli atti ed i provvedimenti amministrativi e tecnici utili e necessari, al fine di garantire anche nella fase temporale che intercorre dalla data odierna fino a quella di ultimazione delle opere,  la circolazione in sicurezza degli utenti della SS 34 nel tratto da Cannobio a Verbania".                                   

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