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VERBANIA – 31.12.2018 – Stalking, maltrattamenti,

violenze e anche un omicidio. Il bilancio del 2018 nelle aule del Tribunale di Verbania racconta, di pari passo con la cronaca nazionale, tante storie “nere” che avvengono tra le mura domestiche. La più tragica di tutte è il femminicidio della vigilia di Natale del 2017, che il 9 maggio scorso ha visto scritta la sentenza di primo grado. Marco Tacchini, 35 anni, reo confesso dell’assassinio (a coltellate, nell’appartamento in cui dormiva la figlia piccola della coppia) di Alessia Partesana, è stato condannato a 18 anni di carcere. Ha scelto il rito abbreviato e il suo difensore ha puntato sulle sue condizioni psichiche, ma ciò non gli è bastato per evitare la condanna, anche se con una pena meno pesante di quella massima (30 anni). Un’altra lite tra fidanzati è finita in tragedia. Il 10 maggio il 24enne Omar Piccoli, giovane cusiano “turbolento”, andò a prendere la ex al lavoro per cercare una riconciliazione. Litigarono in auto e nella piazza di Nonio, dov’erano arrivati e dove intervenne per calmare lui il 76enne Marino Gallarotti, suo prozio. Piccoli lo colpì al collo e, cadendo a terra, l’anziano riportò un grave trauma in conseguenza del quale morì dopo tre mesi d’ospedale. Per i fatti di quella giornata il cusiano è stato condannato a un anno e dieci mesi per stalking e, in carcere, attende il processo per omicidio preterintenzionale che sarà a inizio 2019. Atti persecutori è il reato per cui il 42enne di Pallanzeno Elvis Motetta è stato (ri)condannato. Anni addietro s’era invaghito di una ragazza di Villadossola che era diventata la sua ossessione. Processato e condannato, nel 2017 è tornato di nuovo a cercarla e per la seconda volta ha fatto i conti con la giustizia, aggiungendo una condanna a un anno. Discorso simile per il verbanese Michele Olivares, stalker della ex (già sua dipendente in un’impresa di pulizie), del fratello e del nuovo compagno, punito con quattro anni dal Tribunale di Verbania che già l’aveva riconosciuto colpevoli di episodi precedenti. Due anni e due mesi è stata la pena per il 35enne commerciante verbanese giudicato per i maltrattamenti alla ex compagna e per le lesioni arrecate al figlio piccolo con un calcio. Sei mesi al funzionario della prefettura che, pensandosi tradito dalla moglie, l’ha bersagliata di telefonate e messaggi arrivando a disturbarla sul posto di lavoro.

Non rientrano nell’ambito familiare, ma vanno annoverati tra i reati contro le donne i palpeggiamenti che il 37enne profugo somalo Mohamud Jama Farah fece nel 2017 sul lungolago di Intra a due mamme col passeggino. Un anno dopo, gli sono costati in primo grado cinque anni e mezzo.

Il rovescio della medaglia sono casi finiti con un’assoluzione. Quello dell’ex moglie che ha accusato l’ex marito di aver abbandonato i figli in alcune occasioni in cui erano affidati a lui. E soprattutto quello di una donna e mamma che a inizio 2018 denunciò il marito “orco” dicendo di sentirsi in pericolo (e, con lei, il figlio adolescente). L’uomo, colpito da un divieto di avvicinamento, è stato scagionato da ogni accusa: la moglie, che ha ritrattato tutto, è stata denunciata per calunnia.

Il 2018 è stato anche l’anno in cui s’è discusso di alcuni grossi crac finanziari. Quello dell’ossolana Metaltrading, fallita nel 2013 per la cui bancarotta fraudolenta sono stati sentenziati dieci anni e otto mesi complessivi divisi tra il commercialista Gianfranco Barberis, l’imprenditore Giuliano Ruga (quattro anni l’uno) e la moglie di quest’ultimo Ioana Tichelea (due anni e otto mesi). Quello di Co-Ver Energy, intrecciato alla cessione di due parchi eolici in Sicilia e Molise alla società inglese Oxara Energy i cui quattro amministratori Robert Sharatt, Stephen Oxenbridge, Christopher Grindal e Riccardo Gubbioli sono stati condannati ciascuno a due anni. E quello dell’Impresa Ossolana, che ha sette imputati di cui due hanno scelto il dibattimento che ha dato vita a un lungo processo con decine di capi d’imputazione tra bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, falso… che dovrebbe chiudersi a inizio 2019.

Stesso periodo in cui andrà a sentenza l’ultima tranche dei cosiddetti “furbetti del cartellino”. I due dipendenti della Regione alla sbarra per assenteismo che non sono già stati giudicati attendono di sapere il loro destino in un procedimento che rischia di finire prescritto. Ruoli e incarichi pubblici sono anche quelli di Laura Sau e Fabrizio Comaita. Assessore a Verbania la prima, medico pediatra coordinatore del country domese, sono stati giudicati e assolti. Sau dall’accusa di abuso d’ufficio, Comaita da quella di truffa aggravata ai danni della sanità.

Il Tribunale è stato molto impegnato in vicende di diffamazione con protagonisti esponenti della politica verbanese. Michael Immovilli, berlusconiano del club Forza Silvio, è stato assolto dall’accusa di aver diffamato il presidente del Coub Roberto Gentina e –insieme all’attività del movimento civico Verbania Nova, Massimo Stoppa– il sindaco Silvia Marchionini. Lo stesso Immovilli, peraltro, ha ancora in corso due procedimenti innescati da altrettante querele di Gentina, nonché quello per appropriazione indebita dei mobili di Forza Italia in cui è parte civile la coordinatrice provinciale azzurra Mirella Cristina.

 

 

 

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