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VERBANIA – 05.12.2018 – Domani festeggerà 24 anni,

ma i prossimi compleanni rischia di passarli in carcere. Omar Piccoli, cusiano che nonostante la giovane età ha già un certo “vissuto” con la giustizia, sarà processato per omicidio preterenzionale. Ieri il gip del Tribunale di Verbania Beatrice Alesci ha accolto la richiesta della Procura di disporre il giudizio immediato per quanto accadde tra il 10 maggio e il 28 settembre. In quest’ultimo giorno, all’ospedale di Veruno, morì il 76enne di Nonio Marino Gallarotti che, tre mesi e mezzo prima (il 10 maggio, appunto), venne colpito dal giovane –suo pronipote– mentre nella piazza del paese tentava di calmarlo dopo una lite con la ex fidanzata.

A causa di quel “pugno inferto tra il collo e l’orecchio” –così recita il capo d’imputazione– l’anziano cadde a terra battendo la testa sul cemento. L’urto gli procurò una “contusione/lacerazione cerebrale, emorragia subaracnoidea traumatica e frattura della scatola cranica”: lesioni gravissime in conseguenza delle quali sopraggiunse il decesso.

A questa conclusione, ed è la prova su cui il sostituto procuratore Gianluca Periani ha costruito l’accusa, si è giunti col deposito della relazione finale dell’autopsia disposta all’indomani del decesso. La dottoressa Elena Barbero, consulente tecnico della Procura, ha rilevato che la causa della morte è stata l’insufficiente funzionamento di diversi organi dovuta al prolungato stato di coma indotto dai traumi cerebrali, riconoscendo “un nesso di causa unico e diretto fra l’aggressione (pugno sul collo), la caduta a terra, il grave trauma cranico cui è conseguito il coma ed il successivo decesso”.

Piccoli, che è detenuto da giugno per questo fatto (l’accusa iniziale era di lesioni aggravate), è stato rinviato a giudizio per omicidio preterintenzionale. La Procura gli contesta due aggravanti: l’aver agito per futili motivi e la recidiva specifica infraquinquennale. L’udienza è stata fissata per il 15 febbraio in Corte d’Assise a Novara, ma qualora optasse per il rito abbreviato (il suo avvocato, Gabriele Pipicelli, ha quindici giorni di tempo per presentare richiesta), il procedimento si terrà a Verbania. Le parti offese, gli eredi di Gallarotti, sono rappresentate dall’avvocato Christian Ferretti.

 

 

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