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VERBANIA – 08.11.2018 – Un “tesoretto”,

un cospicuo assegno pagato da Berna via Roma con una parte delle tasse versate in Svizzera dai lavoratori italiani. Ammonta a più di 1,7 milioni (per l’esattezza 1.767.357,47) l’importo che Verbania introiterà nel bilancio 2018 grazie ai cosiddetti “ristorni”. Si tratta di una percentuale delle tasse sui redditi da lavoro che chi risiede nella fascia di confine italiana, a meno di 20 chilometri dal Canton Ticino (o del Vallese, per il territorio ossolano), vede trattenuta nella busta paga ogni mese. È una compensazione che la Svizzera riconosce all’Italia in virtù dei patti siglati nel 1974 –cambiati dal governo Renzi con un nuovo trattato mai ratificato dal parlamento italiano– per i servizi che i lavoratori d’oltreconfine non ricevono nella Confederazione (dove pagano le tasse) bensì nel paese d’origine (dove non pagano l’imposta sul reddito). Nei giorni scorsi il ministero delle Finanze italiano ha calcolato la quota che spetta a ogni comune di confine. Verbania avrà (il dato è riferito all’annualità 2016) più di 1,7 milioni. Merito dei 1.457 lavoratori frontalieri residenti nel capoluogo del Vco, ciascuno dei quali vale 1.213,0113 euro.

 

 

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