1

tribunale 16

VERBANIA – 07.11.2018 – Nessuna gara turbata,

nessuna prova di un “cartello” tra ditte e imprenditori per favorire l’aggiudicazione di lavori e appalti. Il Tribunale di Verbania ha assolto dall’accusa di turbativa d’asta tre imprenditori emiliani che tra il 2012 e il 2013, con le rispettive ditte tutte facenti capo a un medesimo consorzio, presero parte, a diverso titolo, alle gare d’appalto di due opere pubbliche nella provincia del Vco: un ponte sul torrente Quarazza nel comune di Macugnaga, e la riqualificazione dell’argine sinistro del torrente San Bernardino a Verbania.

Roberto Zannini, Marco Bianchi e Giuliano Togninelli erano stati indagati dalla Procura di Verbania a seguito delle anomalie segnalate da tecnici e funzionari municipali. In particolare da quelli del comune di Verbania, che avevano trovato singolare che alcune offerte fossero molto somiglianti tra loro, riportando –tra l’altro– timbri postali dello stesso ufficio nel medesimo giorno ma anche numeri consecutivi delle polizze fideiussorie presentate per partecipare. L’invio di un esposto portò all’apertura di un fascicolo. Le indagini, condotte dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, iniziarono con perquisizioni e sequestri nei quali emerse che, in effetti, dietro le offerte c’erano le stesse persone e che la documentazione si trovava in un unico ufficio.

Si sono messi d’accordo per concordare i ribassi ed aumentare le possibilità di vincere la gara – ha detto il pm Sveva De Liguoro nella sua requisitoria, chiedendo 6 mesi e 20 giorni e 500 euro di multa per Zannini e Togninelli, 6 mesi e 400 euro di multa per Bianchi. Il comune di Verbania e quello di Macugnaga, costituiti parte civile con gli avvocati Alessandra Simone e Thomas Altana, hanno chiesto ciascuno 10.000 euro di risarcimento.

La difesa ha ribadito la tesi secondo cui, trattandosi di piccoli imprenditori che a volte non avevano nemmeno un impiegato, si rivolgevano tutti a un consorzio – il Corma – che forniva tra i suoi servizi la ricerca delle gare d’appalto e l’assistenza alla predisposizione delle offerte, che venivano alla fine sottoscritte e completate nella stessa stanza ma non violando la legge.

Dopo una decina di udienze, numerosi testi ascoltati e dopo la lunga discussione di oggi, il giudice Rosa Maria Fornelli ha respinto le richieste dell’accusa mandandoli tutti e tre assolti perché il fatto non sussiste per la gara di Macugnaga; e perché non è stato commesso e non costituisce reato per quella di Verbania, che non era contestata a Bianchi.

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.