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TORINO - 06.11.2018 - La legge regionale sul gioco d'azzardo

è un freno alla libera impresa. Lo ha stabilito, a seguito del ricorso di un esercente piemontese, il tribunale di Torino che ha, dunque, rimesso gli atti al giudizio della Corte Costituzionale, perché valuti il da farsi. La legge in materia era stata votata all'unanimità dal consesso regionale che aveva stabilito, di fatto, il blocco ai videogiochi situati a meno di 500 metri dai cosiddetti "luoghi sensibili" (scuole, ospedali, case di cura, bancomat, oratori, banche, luoghi di culto...), ovvero in larghe parte dei comuni. Contro la norma, entrata in vigore l'anno scorso dopo un periodo di moratoria, ha presentato ricorso un esercente torinese che si era visto infliggere una multa di 32.000 euro per aver violato le prescrizioni. Ora, come detto, si attende il parere della Corte Costituzionale.

 

 

 

 

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