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tribunale 17

VERBANIA – 04.11.2018 – Non favorì la latitanza 

dell’assassino di Oleggio. Assolto perché il fatto non sussiste, l’omegnese Franco Rota è stato scagionato dall’accusa di aver aiutato a sfuggire alla giustizia Salvatore Stendardo, l’uomo – oggi 62enne – che evase dal regime di semilibertà concessogli al carcere di Novara e, la sera del 13 settembre 2014, uccise a bastonate l’anziana pensionata di Oleggio Maria Rosa Milani che l’aveva scoperto a rubare in casa. Nei giorni seguenti l’omicidio, mentre la Procura di Novara investigava per risalire all’identità dell’assalitore, lui aveva chiesto aiuto ad alcuni conoscenti del Vco, tra cui appunto figurava Rota, che avevo conosciuto tempo prima in carcere. Solo tre mesi più tardi, a dicembre, i carabinieri trovarono il ricercato in un appartamento di Bologna, dov’era ospite di una conoscente. E scoprirono, dai tabulati telefonici e da alcune prove raccolte, che inizialmente s’era nascosto tra Omegna, Stresa e Premosello Chiovenda. Per quell’ospitalità altri due imputati hanno scelto il rito alternativo della messa alla prova. Rota, difeso dall’avvocato Christian Ferretti, ha scelto invece di andare al dibattimento per dimostrare che il suo coinvolgimento fu minimo e che, comunque, era all’oscuro che il conoscente fosse evaso e che avesse ucciso l’anziana, tesi accolta dal giudice Raffaella Zappatini nonostante il pm Gianluca Periani avesse chiesto la condanna a un anno.

 

 

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