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VERBANIA – 29.10.2018 – Gioca in difesa

ma parte subito al contrattacco, espone con convinzione e determinazione la sua linea politica ma invade il campo dei tecnici parlando di bonifica, di concordato, di politiche industriali, di urbanistica e architettura.

È una Silvia Marchionini a tutto campo quella che oggi ha presentato il masterplan per la conversione di Acetati in outlet commerciale. Intervenuta per le premesse che avrebbero dovuto lasciare la parola agli ingegneri e agli avvocati, ha toccato tutti gli argomenti, partendo proprio da quello politico. Le minoranze consiliari pressocché al completo (solo Fronte Nazionale e M5S finora non hanno preso posizione) le hanno dato contro sull’idea di accentrare il cuore commerciale di Verbania nell’ex Acetati, ma lei ha tirato dritto. “Alcuni amici mi hanno detto di lasciar perdere, ma se si guarda al tornaconto politico non si fa nulla: io lavoro per la città e questo è un atto coraggioso per Verbania, come l’Astor, l’ex cinema Sociale di Pallanza, la Lidl, il parcheggio di via Raffaello Sanzio”. Un’operazione, quella votata dalla giunta, definita “giusta e corretta”, che “i risultati li darà tra dieci o più anni, quando ci saranno altre Amministrazioni”, e che ha due scopi: “evitare il fallimento delle società del gruppo Mossi & Ghisolfi – ha dichiarato – e portare a termine la bonifica, perché se la società fallisce la bonifica la pagheranno i cittadini”.

Tra le critiche mosse c’è quella del decisionismo. “Abbiamo lavorato, anche con evidenti motivi di riservatezza, nell’ultimo anno e mezzo e non con la fretta di una settimana come qualcuno dice”. Marchionini garantisce che ci sarà spazio di discussione, anche nel Consiglio comunale straordinario – “magari non subito” – chiesto da Stefania Minore del Gruppo Misto, ma dà per chiusa la fase uno. “Le prime vendite si faranno, non si discute, perché sono la scintilla per far partire il recupero dell’area, da troppo tempo degradata”.

Chiacchiere, allarmismo, paura, un certo modo di fare politica e una bella e chiara posizione ideologica che sa di passato… Con questi termini, messi in fila uno all’altro, Marchionini ha liquidato gli oppositori, senza mai citarli per nome. Con uno, il consigliere di Sinistra & Ambiente Renato Brignone, presente in sala e che ha posto una domanda sul coinvolgimento della città nel masterplan, c’è stato anche un battibecco verbale, chiuso con il sindaco che ha intimato all’amministratore unico di Acetati Immobiliare di non rispondere.

Tra il pubblico c’era anche qualche commerciante. Pur dichiarando che ci saranno aree commerciali “ma non come a Castelletto Ticino”, Marchionini ha detto di essere contraria a “negozi selvaggi”: “Penso che i commercianti di Intra e Pallanza, e per inciso ogni anno 70 attività passano di mano, non avranno ripercussioni, soprattutto quelli specializzati con la loro clientela. Anzi, forse perderanno clienti gli altri centri commerciali”.

Polemiche a parte, i punti di forza del progetto secondo il primo cittadino stanno proprio nella riqualificazione, nella “salvaguardia della chiesa di Madonna di Campagna” (verrà creata una rotonda in prossimità dell’ingresso dello stabilimento e leggermente modificato il percorso di viale Azari), nella “pista ciclabile” che si collegherà alla rete di Sant’Anna e nella possibilità di pensare nuovi utilizzi delle parti non commerciali. “Spostare il Kantiere di Possaccio che oggi è decentrato, creare una casa delle associazioni, promuovere politiche del riuso, anche fare un polo scolastico... C’è chi mi ha scritto suggerendomi di metterci il ‘Maggia’ di Stresa”.

Intanto, idee a parte, una proposta concreta c’è: l’open day. “Tra una settimana, finite le piogge, apriremo le porte dello stabilimento, come abbiamo fatto con successo con il teatro – ha concluso –. Toccare con mano e vedere di persona dà un’altra idea delle cose”.

 

 

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