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VERBANIA – 27.10.2018 – All’avvocato e all’ufficiale giudiziario

che bussarono alla porta per notificarle lo sfratto, rispose con modi tutt’altro che concilianti. In una mano reggeva un martello e nell’altra un accendi-gas da cucina e una bomboletta spray di deodorante che, utilizzate in combinazione, fungevano da improvvisato mini-lanciafiamme domestico. Iniziò così, il 29 gennaio del 2015, in una via del centro d’un comune della provincia, la rocambolesca fuga con inseguimento dei due tutori della legge, opposti a una donna d’origine straniera ma da anni residente in Italia. Alle prime fiammate, che raggiungevano quasi il metro, l’ufficiale giudiziario reagì afferrando il martello e, voltati i tacchi, correndo giù per le scale agitando la borsa dei documenti e i fogli che aveva in mano. La donna gli andò dietro e lo rincorse per un buon tratto, sin quando fu fermata da un commerciante della via che si frappose e che riuscì a placarla quel tanto che fu sufficiente perché rientrasse a casa. Poco più tardi arrivarono i carabinieri, allertati dall’avvocato che aveva seguito l’ufficiale giudiziario in strada. Per quell’episodio la donna è a processo per accensione ed esplosione di cose pericolose, violenza privata e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

Il suo avvocato ha spiegato al giudice che vive una delicata situazione familiare, anche a seguito della separazione e che ha problemi di salute per i qual ha chiesto una perizia psichiatrica, che il magistrato valuterà dopo aver acquisito la documentazione medica.

 

 

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