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VERBANIA – 10.10.2018 – Un rinvio per definire

i risarcimenti e per valutare un rito alternativo. È stata aggiornata all’11 novembre l’udienza del procedimento penale per omicidio colposo successivo all’incidente sul lavoro di cui fu vittima, il 9 gennaio dell’anno scorso, Antonio Pasquarelli. Il muratore caprezzese di 54 anni in quei giorni era all’opera, insieme ai colleghi dell’impresa edile Bigotti di Cambiasca, in un cantiere di Gravellona Toce. La mattina della tragedia era intento, con altri, ad abbattere una porzione del muro perimetrale d’una villetta. Durante questa operazione la parete crollò verso l’interno e i calcinacci lo travolsero, uccidendolo all’istante.

Per questa morte bianca l’unico imputato per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio è Donato Bigotti, 77 anni, il titolare dell’impresa edile che conduce insieme ai figli. Nella seconda udienza preliminare tenutasi oggi davanti al gup Elena Ceriotti sono stati formalizzati i risarcimenti a una parte della famiglia. La mamma e i fratelli dell’operaio, assistiti dall’avvocato Giulio Vinciguerra di Torino e seguiti dallo studio 3A di Venezia (specializzato nel ramo risarcimenti da infortuni) sono così usciti dal processo. Pendono trattative con le assicurazioni per la moglie e il figlio della vittima – assistiti dall’avvocato Cristina Gulisano –, che si dovrebbero definire prima dell’11 novembre, data alla quale il gup ha aggiornato il procedimento e data in cui la difesa di Bigotti - avvocati Giovanni Aquino e Guido Musella - si esprimerà sulla possibile richiesta di un rito alternativo: patteggiamento o abbreviato.

Resta invece aperta davanti al gip Beatrice Alesci l’opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato Vinciguerra nei confronti degli altri quattro indagati: il direttore tecnico dell’impresa, due soci e il geometra coordinatore della sicurezza.

 

 

 

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