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di gregorio vladimiro

VERBANIA - 09.10.2018 - Nessuna alleanza con il Pd

e no al Marchionini-bis. E' chiara la presa di posizione della sinistra verbanese, quella che in Consiglio comunale fa capo a Vladimiro Di Gregorio e che comprende il socialista ex Pd Giordano Andrea Ferrari e che nel 2014 corse insieme al centrosinistra uscendo nei primi mesi di mandato dalla maggioranza. “L’assemblea degli iscritti e simpatizzanti del Partito Comunista Italiano di Verbania, svoltasi venerdì 5 ottobre scorso, in merito alle prossime elezioni comunali, ribadisce con forza di essere alternativi sia al centrodestra che all’attuale amministrazione Marchionini ed al Pd che la sostiene”, afferma Di Grregorio, che apre ad altre intese a sinistra: "Siamo pronti al confronto sul programma elettorale con tutte le forze alla sinistra del Pd, per costruire un progetto di città partecipata, vivibile a misura d’uomo, a tutela del territorio e dell’ambiente e che ponga il lavoro, il sostegno alle persone, alle famiglie in difficoltà, al centro dell’azione amministrativa - prosegue -. Siamo alternativi al sindaco Marchionini in quanto la sua azione politico/amministrativa rappresenta un metodo, tipico della destra, che ha mortificato la partecipazione democratica di tutti i soggetti che non si sono allineati alle sue scelte, soprattutto in materia urbanistica e dei servizi sociali”. Nell’elenco delle “mortificazioni”, compaiono “la vendita ai privati dei 15 nuovi appartamenti di case popolari, in via Case Nuove, sottraendone così la loro assegnazione alle famiglie bisognose, la costruzione di un inutile parcheggio all’ex Padana Gas per 1,8 milioni di euro, l’abbattimento dell’ex Camera del Lavoro -malgrado esistesse un progetto di recupero-, il progetto di un parcheggio da 6 milioni di euro in piazza Macello, la scomparsa della sala cinematografica dell’ex Cinema Sociale di Pallanza e molto altro ancora. Il nuovo percorso politico nasce, tuttavia, con un antico retaggio: “Come è sempre stato, dalla nascita della nostra Repubblica e in occasione delle elezioni comunali, i Comunisti di Verbania non potranno mai rinunciare alla presenza dei simboli del lavoro, della falce e del martello, sulla scheda elettorale”.

 

 

 

 

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