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robot collab

BAVENO – 07.10-2018 – Più sicuri, efficienti e… collaborativi.

Che i robot siano il futuro -ma anche il presente- della produzione industriale è un dato di fatto. Come si stanno evolvendo, quali opportunità offrono e quale è/sarà il rapporto con l’uomo è un tema in continuo divenire, che s’aggiorna al progredire della tecnologia. A raccontarlo, anche dal vivo con una dimostrazione pratica, è stato giovedì mattina Simone Aldrovandi, docente dell’Ifoa (l’ente di formazione costituito dalle Camere di commercio e dall’Agenzia per il lavoro) e relatore di un convegno dedicato all’automazione tenutosi a Villa Fedora. In Camera di commercio, all’interno delle iniziative del Pid – Punto d’impresa digitale, è stato presentato il cobot, termine che definisce i robot collaborativi. Si tratta di robot evoluti, studiati per agevolare le attività di produzione in fabbrica, per la logistica e per quelle operazioni non necessariamente ripetitive e standard. La versatilità è uno dei loro pregi, perché possono essere programmati per funzioni differenti che si adattano di volta in volta alle necessità dell’azienda. L’altro è la sicurezza, perché eliminano i rischi per la salute umana dei lavoratori. Il terzo, diretta conseguenza degli altri due, è l’efficacia. Aldrovandi, introdotto dalla digital promoter della Camera di commercio Claudia Parisi, ha illustrato questa tecnologia, mostrando anche video di prototipi non ancora in commercio, ma soprattutto ha tenuto una dimostrazione pratica del funzionamento di due tipologie di cobot, mostrando l’interazione tra robot e uomo. Quest’ultimo ha una grande facilità di interfaccia e di programmazione con la macchina, motivo per cui si può operare in azienda con personale interno e senza professionisti specializzati esterni. Il consiglio degli esperti alle aziende –erano presenti numerosi imprenditori e responsabili di produzione– è quello di concentrarsi non sul prodotto ma sul processo che porta alla sua realizzazione, valutando se ogni singola operazione che si vuole automatizzare è veramente conveniente. Il cobot, infatti, è pur sempre un macchina che non supera la manualità e l’intelligenza umana.

Samuel Piana

 

 

 

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