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ARONA - 05.10.2018 - La decisone dell'amministrazione verbanese

di uscire dal Comitato dei sindaci per i pendolari e il territorio, trova immediata risposta in Alberto Gusmeroli. Il sindaco di Arona e deputato della Lega nonché coordinatore del Comitato, era stato chiamato in causa dall'assessore verbanese Laura Sau per aver votato in Parlamento per il congelamento di quel "bando periferie" che di fatto impedisce il proseguimento dei lavori per il Movicentro. Quello di Gusmeroli è un attacco durissimo all'Amministrazione di Verbania, "che ha isolato la città, che ha litigato con quasi tutti i Comuni del Vco e persino all'interno della propria maggioranza Pd, che ora si esclude dal Comitato pro pendolari, creato per unire i Comuni, a prescindere dal colore politico, nel far fronte unitario con le Ferrovie e farsi sentire dagli enti competenti. Incomprensibile". Il sindaco-parlamentare rimarca che Verbania, nonostante la guida Pd del precedente governo non abbia ottenuto nulla dalla risoluzione dei problemi ferroviari; né - dice, il fermo del Movicentro, che  dura dal 2007, può essere attribuito ad un governo in carica da pochi mesi. Governo, che nello sbloccare i fondi dei Comuni virtuosi, dà la possibilità a Verbania - qualora potesse - di utilizzare risorse proprie senza aspettare il 2020, quando probabilmente il governo avrà trovato i fondi per riattivare il "bando periferie". Assicurando che il Comitato andrà avanti "con o senza Marchionini e Sau", Gusmeroli ricorda che questo nasce per portare avanti le istanze e le legittime aspettative anche dei pendolari e dei cittadini di Verbania. 
Una lunga parentesi è anche dedicata alla difesa d'ufficio della decisone del governo di sospendere il "bando periferie". Gusmeroli ricorda la pronuncia della Corte Costituzionale che ha dato il via al provvedimento; rimarca che al Senato il Pd ha votato all'unanimità contro il bando "sapendo che non poteva essere finanziato" e che comunque il governo s'è impegnato a trovare per il 2020 la copertura dei 96 progetti rimanenti (su 120, altri 24 erano stati già finanziati). In conclusione, Gusmeroli intravvede nella decisone di Sau e Marchionini un'uscita a gamba tesa, "un pretesto" dell'amministrazione che, in vista delle elezioni di primavera "scarica su altri le responsabilità di aver combinato poco o nulla di veramente positivo in quattro anni e mezzo di governo a Verbania".       

 

 

 

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