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tel mole

VERBANIA – 03.10.2018 – Il primo approccio,

via sms, veniva da un numero sconosciuto ed era innocuo. Quelli successivi, però, si fecero più insistenti e l’ultimo – in risposta all’invito a non scocciare più e a cessare quelle conversazioni – ebbe nell’ignoto “corteggiatore”, un effetto sgradevole: un esplicito invito sessuale. La giovane, residente nel Cusio, raccontò di queste avance hard al fratello, che cercò di scoprire chi fosse quell’uomo. La notizia giunse da una fonte confidenziale anche ai carabinieri, che rintracciarono quell’utenza Vodafone, attivata nell’Alessandrino, scoprendo che era intestata a un cinquantenne che altri non era che lo zio acquisito (il marito della sorella della mamma) della giovane. Sorpresa e scioccata, la ragazza, che chiese spiegazioni al congiunto ricevendo le scuse, decise di non sporgere denuncia per salvaguardare il buon nome della famiglia. Il fratello, tuttavia, non desistette e, con la complicità di un amico che si finse di sesso femminile, avviò una conversazione via sms che ebbe gli stessi effetti. La situazione s’aggravò successivamente quando una conoscente dei due fratelli fu colpita da messaggi del medesimo tenore, per i quali – contrariamente all’amica – presentò la querela dalla quale s’è originato il procedimento penale aperto oggi al Tribunale di Verbania. Gli episodi contestati, che risalgono al maggio del 2016, sono stati raccontati dal carabiniere che svolse le indagini accertando l’identità del molestatore, che è a giudizio per molestia alle persone continuata.

 

 

 

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