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VERBANIA – 01.10.2018 – Cercavano “compagnia”

ma sono finiti… derubati. Non è stata a lieto fine l’avventura aronese di due piloti di elicotteri che, in trasferta per lavoro nel Varesotto, nel febbraio del 2015 alloggiavano in due stanze d’albergo di un noto hotel di Arona. Si trovavano in città il 22 febbraio, di sabato, il giorno in cui i locali – ancorché in bassa stagione – sono più frequentati. Dopo cena i due, un messicano e un indiano residente negli Emirati Arabi, si trovavano da un kebabbaro quando entrò una compagnia di alcune persone in giovane età, aronesi e non. Erano amici e conoscenti che avevano trascorso quasi tutta la sera in un pub e che, passata da un pezzo la mezzanotte, non erano intenzionati ad andare a dormire ma, al contrario, avevano voglia di divertirsi ancora un po’. I piloti, che non parlavano una parola d’italiano e si esprimevano solo in inglese, si mostrarono espansivi nei confronti del gruppo di avventori – specie verso le ragazze –, tanto da invitare tutti a concludere la serata da loro in albergo.

Poco dopo al portiere di notte dell’hotel si presentarono i due clienti con altre sei persone. L’uomo della reception chiese i documenti solo a due dei sei e lasciò salire gli altri indisturbati. In camera il gruppo aprì una bottiglia di whiskey e chiacchierò sin quando uno dei due piloti chiese un po’ di intimità per conoscere meglio la ragazza appena incontrata dal kebabbaro. La nottata andò per le lunghe e si concluse, l’indomani, con la scoperta dei due piloti che qualcuno aveva portato via tutti i loro apparecchi elettronici: pc portatili, tablet, smartphone e i-pod.

L’indiano, accompagnato da una delle ragazze conosciute quella sera, si presentò alla stazione dei carabinieri di Arona e sporse denuncia, fornendo la sua versione dell’accaduto (a tradurre per lui c’era l’amica, che era anche testimone oculare) e dando il via all’indagine che ha portato al rinvio a giudizio di una delle giovani presenti a quel fine-serata in albergo. Ad accusarla è un altro partecipante, oggi sentito nel processo per furto aggravato che s’è aperto al tribunale di Verbania davanti al giudice Annalisa Palomba. Per come appaiono dagli atti di chi nell’immediatezza fu sentito dai carabinieri e dai primi riscontri del dibattimento – ha testimoniato anche uno dei militari che condussero le indagini – i fatti sono confusi. C’è una versione secondo cui il furto avvenne nella camera in cui si trovavano tutti (con scarsa lucidità perché è emerso che più d’uno aveva ecceduto con l’alcol), un’altra che lo colloca nella stanza adiacente, quasi mai utilizzata quella sera. Per far chiarezza e sentire gli altri partecipanti la festa il giudice ha aggiornato il processo al 6 dicembre.

 

 

 

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