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sacro monte chiesa ghiffa

TORINO - 30.09.2019 - Anche la Trinità di Ghiffa e il Calvario di Domo

nelle tappe del Devoto Cammino dei Sacri Monti: 705 chilometri di lento camminare in 33 tappe, tra i Sacri Monti, i paesaggi, i borghi e i luoghi di spiritualità minore. Il tutto andando a incrociare le vie storiche della devozione: la via Francicena e la via Jacobi. Il progetto è stato presentato ieri nell'ambito del festival Torino Spiritualità: "Un progetto ambizioso a cui lavoriamo da tempo con l'ente di gestione dei Sacri Monti - spiega l'assessore regionale al Turismo, Antonella Parigi - Il Cammino permette di coniugare il turismo slow e questo importante patrimonio a volte poco conosciuto, e di godersi con lentezza e autenticità le tante bellezze disseminate lungo i percorsi, tra valli e santuari". L’obiettivo del Devoto Cammino, curato per la parte storica da Franco Grosso, è di riattivare integralmente quello che si presenta come il più grande sistema transalpino a mobilità slow. 580 km di percorso in terra piemontese (altre tappe sono i due Sacri Monti lombardi e i luoghi di spiritualità del Canton Ticino) che ha come fulcro quegli straordinari poli di fede, storia e arte che sono i sette Sacri Monti del Piemonte, patrimonio Unesco.

Cammini dai grandi numeri
Presentato come un percorso che per fascino, storia, tradizione non ha molti rivali, il Devoto Cammino dei Sacri Monti da percorrere in 33 tappe (quanti, non a caso, gli anni di Cristo) a piedi o in bici nasce con grandi ambizioni: “Con questo Progetto il Piemonte diventa protagonista della rete europea dei Cammini - aggiunge Parigi - Un comparto del turismo che in tutta Europa mostra grande vitalità. Il Cammino di Santiago ha assegnato, lo scorso anno, più di 300 mila Compostele ad altrettanti pellegrini che ne avevano percorso tutte le tappe canoniche. E gli italiani, tra i pellegrini dei 147 Paesi ospiti, hanno rappresentato il gruppo più folto.
La Francigena cresce a 2 cifre ogni anno. In Italia si moltiplicano i percorsi: da est arriva la Romea Strata e ovunque Cammini e Vie che richiamano antiche devozioni o consuetudini che affondano nel tempo. Tutti itinerari da conquistare passo dopo passo, tra i quali il Cammino dei Sacri Monti potrà avere un ruolo da protagonista".
Abbiamo voluto unire, congiungere, Cammini dalla tradizione millenaria, vie di Peregrinatio, come quella che unisce i Sacri Monti di Varallo e Orta, da secoli percorse e vissute dalle popolazioni delle vallate - spiega la Presidente dell’Ente Sacri Monti, Renata Lodari. - Vie ovunque punteggiate da segni del Sacro, chiese e cappelle, piccoli sacelli, cippi, Crocefissi. Con l’obiettivo di comporre, meglio ricomporre, un Cammino che unisce tutti e sette i Sacri Monti del Piemonte ma che, utilizzando l’antico traghetto sul Verbano, si espande verso quelli lombardi di Varese e Ossuccio e il Santuario della Madonna del Sasso. Ma territori anche unici per importanza e bellezza, com’è testimoniato dal fatto che chi percorrerà il Devoto Cammino incrocerà nel suo percorso ben 20 luoghi o contesti che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità: una concentrazione altrove impensabile”.

 

Sviluppo del Devoto Cammino dei Sacri Monti
I Cammini piemontesi già direttamente compresi nel Devoto Cammino:
- Il Cammino di San Carlo, da Arona a Viverone; coinvolte 10 tappe da Orta a Ivrea, per 164,2 km;
- la Superga-Crea (o Cammino delle Colline del Po), coinvolte 4 tappe da Superga a Crea, per 64 km.
- Il Cammino Eusebiano, da Oropa a Crea; coinvolte 2 tappe da Vercelli a Crea, per 52 km;
- la Via Francisca Novarese, dal Sempione a Novara; con 7 tappe da Domodossola a Novara, per 121,7 km;
I tratti “nuovi” di Devoto Cammino: da Ivrea a Belmonte e da Belmonte a Torino/Superga, per 116 km;
da Vercelli a Novara, per 32,7 km; da Ornavasso a Locarno, passando per Ghiffa, per 67,3 km; da Verbania a Varese e Ossuccio, per 87,5 km.
per un totale di 705,4 km, percorribili in 32 tappe

Un grande sistema transalpino a mobilità slow
Con il Devoto Cammino tra i Sacri Monti piemontesi e gli altri complessi devozionali lombardi e ticinesi emerge un sistema di percorsi a “mobilità dolce” che vanno a coinvolgere i più importanti valichi delle alpi Occidentali, creando una rete di elevatissimo valore ambientale, culturale e turistico.
Da Torino si diparte il sistema di collegamenti verso Ovest, con l’arrivo della Via Francigena dal Moncenisio e di andare attraverso il Monginevro verso uno dei rami francesi del Cammino di Santiago (a Orange).
La Via Francigena si può sdoppiare a Martigny (Vallese-CH) per offrire un’alternativa di passaggio delle Alpi fruibile tutto l’anno attraverso il Passo del Sempione, la Via Francisca Novarese, ritrovando la Via Francigena a Mortara.
Dal Sacro Monte di Ghiffa, passando per la Madonna del Sasso di Locarno (CH) si prosegue oltre le Alpi con la storica Via Gottardo, raggiungendo l’Abbazia di Einsiedeln, punto tappa della Via Jacobi, ovvero il Cammino di Santiago svizzero-tedesco.
Il collegamento da Verbania a Varese e Ossuccio permette di incrociare la Via Francigena Renana a Como e di proseguire con la Via Regina e con Via Spluga oltre l’omonimo passo.

La cartina

cartina sacri monti

 

 

 

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