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VERBANIA – 28.09.2018 – Il Pd s’è diviso, ma la frattura

è stata contenuta e, con una “stampella” da destra, la variante è passata. Può sorridere il sindaco di Verbania Silvia Marchionini, che giovedì sera ha visto conclusa – almeno sotto il profilo urbanistico – l’operazione che, insieme all’avvocatura civica, aveva imbastito a inizio 2017 per “sbloccare” il fallimento Imco. Nel crac di una delle società facenti capo a Osvaldo Palese sono finiti, invenduti, due complessi immobiliari situati a cavallo di corso Europa: la palazzina ex Gagliardi accanto al McDonald’s (uso produttivo) e il “triangolo” via Raffaello Sanzio-via Monte Zeda-via Buonarroti (residenziale). Con un’operazione di riequilibrio il Consiglio comunale ha variato la destinazione d’uso del primo compendio, divenuto residenziale; declassando il secondo e facendolo tornare all’originaria (anni ’90) destinazione a parcheggio. Con, in aggiunta alla proposta che non era passata nel mese di luglio, rinviata in Commissione, l’uso per attrezzature pubbliche che ha placato i mal di pancia della gran parte del Pd. Per non uscire sconfitto per l’ennesima volta dal braccio di ferro con il primo cittadino, il suo partito ha cercato di intestarsi una miglioria alla proposta originale, come rivendicato dalle dichiarazioni di voto del segretario Nicolò Scalfi e dell’ex capogruppo Davide Lo Duca. Quest’ultimo, peraltro, ha detto di non temere un ricorso della curatela fallimentare, ma ha espresso il timore che il “triangolo” non sia riqualificato nei prossimi anni. Ricorsi e futuro dell’area sono stati i temi della discussione, che al voto ha visto prevalere di poco i sì. Alla maggioranza, che ha visto contrari i consiglieri dem Marinella Ferraris e Alessandro Papini (anche presidente della Commissione Urbanistica), s’è aggiunto Giorgio Tigano del Fronte Nazionale, che ha auspicato in via Sanzio l’insediamento della Casa della salute.

I ricorsi li hanno paventati lo stesso Papini – che s’è rifatto alle parole dell’avvocato del Comune la quale, in Commissione, ha definito questa ipotesi come “fisiologica” – ma anche Renato Brignone di Sinistra & Ambiente e Stefania Minore del Gruppo Misto. Contrario anche Roberto Campana del M5S, che ha tentato di rinviare il voto (come peraltro stabilito a maggioranza in Commissione) in attesa che sulla variante si esprima la curatela (che ha incaricato un architetto di periziare i valori dei beni post-variante) o il giudice delegato del fallimento, trovando la strada sbarrata da Pd e lista civica Con Silvia per Verbania.

Per il sindaco c’è fretta di chiudere, di smuovere una situazione di degrado che dura da decenni e che l’Amministrazione pensa di risolvere con questa variante. Variante che nei prossimi mesi con la pubblicazione, le osservazioni e l’approvazione definitiva, farà il suo iter lasciando aperto un interrogativo che i contrari hanno più volte rimarcato: che ne sarà del parcheggio se il Comune ha dichiarato, ribadito per bocca dello stesso primo cittadino, che non lo comprerà? Tra le ipotesi messe sul piatto da Marchionini, ma solo come pour-parler, senza progetti concreti, ci sono la possibilità che il parcheggio serva Villa Taranto, il futuro nuovo porto turistico, Villa San Remigio. Vista dall’altra parte, quella dei contrari, l’utilità di posti auto è inesistente, dal momento che c’è ampia disponibilità all’Esselunga e alla nuova Lidl e che, chiusa la vicina filiale di Intesa Sanpaolo (ex Veneto Banca), pare siano vicini anche i tempi del trasloco del vecchio Catasto.

Oltre a questa operazione la variante approvata giovedì trasforma la vecchia darsena di Villa Giulia, poi ufficio Turismo, in un ristorante per avere in gestione il quale, con lavori di manutenzione straordinaria e un contratto lungo, si sono già fatti avanti alcuni imprenditori.

 

 

 

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