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conciliabolo c comunale
VERBANIA – 07.07.2015 – Una confusione così

nessuno se la sarebbe immaginata. In una serata “scaldata” dalla protesta contro la gestione del canile di Verbania e in una seduta di Consiglio comunale che, nell’ordine del giorno, s’annunciava di ordinaria amministrazione, la maggioranza è andata in panne. Subito, all’appello, per le tante, troppe assenze che hanno fatto mancare virtualmente il numero legale (Marco Tartari, Gianluca Zappoli, Liliana Maglitto, Rossella Contini per il Pd, Filippo Marinoni per Con Silvia per Verbania). Poi, nella discussione sulla riqualificazione di via Madonna di Campagna e della viabilità attorno alla questura e al cimitero di Suna, per l’imbarazzo nel rispondere ai dubbi di legittimità sollevati da Michael Immovilli e Stefania Minore nell’abbandonare l’aula – “questa delibera è irregolare” – e per l’obiezione di Vladimiro Di Gregorio sulla procedura utilizzata per selezionare il privato che farà l’intervento.

L’impaccio l’ha creato il segretario generale Agata Papiri che, sul quesito di Di Gregorio, non ha saputo rispondere nell’immediato. “La pratica è stata istruita regolarmente – ha detto – ma non so dare una risposta subito. Propongo di far parlare il dirigente competente (in aula, ndr), di sospendere la seduta per un consulto o di rinviare il punto all’ordine del giorno”.

Un assist enorme per la minoranza, con Damiano Colombo (Ncd) che ha ironizzato “siamo su Scherzi a parte, vero? Ditemi che è uno scherzo perché non è possibile avere questa incertezza. Non parteciperò al voto”. Per il Pd il segretario cittadino Riccardo Brezza ha temporeggiato “penso che ci si debba attenere alle proposte del segretario”. Renato Brignone (Sinistra & Ambiente) ha colto la palla al balzo chiedendo il rinvio.

Ferma la posizione del sindaco Silvia Marchionini: “è tutto regolare, ci sono i pareri. Io rimarrei dell’idea di votare e di ascoltare prima il dirigente”.

Alla fine s’è votata la sospensione e ne è nato, dietro i banchi della giunta, un inedito conciliabolo a cinque non solo tra dirigenti (il segretario e il dirigente dell’Urbanistica Vittorio Brignardello), ma con la presenza politica del sindaco, di Di Gregorio e del capogruppo Pd Davide Lo Duca.

Al rientro Papiri ha chiarito “per me la delibera è regolare”. Di Gregorio, confermando di non essere d’accordo ha annunciato voto contrario. Quasi tutta la minoranza ha lasciato l’aula e il voto s’è giocato sul filo del numero legale. Il sindaco ha polemicamente criticato l'atteggiamento delle minoranze e le loro "illazioni" continue sull'irregolarità degli atti parlando di un "clima intimidatorio". Giorgio Tigano e Sara Bignardi (Fronte nazionale) sono rimasti in aula anche se “mi è sembrata – ha detto Tigano – una serata da dilettanti allo sbaraglio, senza offesa”. E hanno votato no, come Marco Parachini di Comunità.vb. “Non sta a me dire se la scelta del privato è legittima – ha spiegato –. Io ragiono su questa proposta per la quale sono contrario: demolire casa Squassoni significa allargare la strada e accelerare la viabilità riducendo via Madonna di Campagna e via Bramante a una circolare alternativa a corso Nazioni Unite all’interno di un quartiere residenziale”.

“Sono contrario alla circolare di via Madonna di Campagna – ha dichiarato Lo Duca – ma non la si realizza con questo intervento che, anzi, ridà decoro alla zona del cimitero e riordina il quartiere. Voterò sì”.

Con 15 favorevoli e 3 contrari la delibera è stata approvata. In concreto, al netto delle considerazioni politiche, si dà il vi libera alla demolizione di Casa Squassoni a cura dell’impresa Castelliti che, in cambio di opere pubbliche per 145.000 euro nel quartiere sposterà la volumetria residenziale su un intervento edilizio che ha in corso in via alla Bolla, a Intra.    

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