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CANNOBIO - 10.08.2018 - Il risotto senza frontiere parte

dall'attenzione per le materie prime: del buon Carnaroli coltivato nella "bassa" novarese e una morbida raclette ticinese, abbinata al pepe della Vallemaggia, al Grana padano e al burro della Val Formazza a completare un'amalgama fatta di storie prima ancora che di sapori. La mente creativa che l'ha fatto nascere è quella dello chef bi-stellato Marco Sacco, le mani che sotto la sua direzione, ieri sera hanno rimestato nel pentolone, erano quelle dello staff del Piccolo Lago. E proprio mentre sembrava che la pioggia volesse innaffiare l'evento - e sarebbe stato un peccato - alle 20.30, il cielo s'è aperto e sul lungolago di Cannobio la "Risottata di confine" s'è consumata: tra ospiti illustri, cittadini comuni, turisti. Circa mille persone per rinsaldare col piacere gastronomico qualcosa che non può limitarsi ad essere un civile e un po' freddo rapporto di vicinato, ma la consapevolezza di un legame più solido, un'unione con il Ticino che arriva da lontano e che il cibo può simboleggiare, ma che tocca alle amministrazioni rendere solido ed effettivo. "Anche nelle problematiche", chiosa il sindaco di Cannobio, Giandomenico Albertella, che, dopo essere stato a giugno ospite della risottata svoltasi a Brissago (a organizzarla il portale Ticinonews) è stato ben lieto di accogliere sul suo lungolago gli ospiti ticinesi: il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali; il sindaco di Ancona, Luca Pissoglio; Nicolò Salvioni per la Municipalità di Locarno e l'ex cancelliere di Stato, Giampiero Gianella.    
"Grazie alla disponibilità dello Chef Marco Sacco - spiega Albertella - ci siamo ripromessi di ripetere l'esperienza con eventi che attraverso il cibo, possano individuare momenti di unione. Con entusiasmo, creatività, con la voglia di guardare insieme al futuro. Gli stessi ingredienti che ci devono unire quando si tratta di risolvere le problematiche". Già, perchè a partire dal frontalierato per giungere ai problemi della viabilità e dei trasporti, esistono questioni serie da affrontare col confinante Cantone, pur con la consapevolezza che le amministrazioni locali hanno un potere limitato al riguardo. Ma occasioni come questa danno una mano ad una maggiore comprensione reciproca, non chiamatela però "diplomazia del risotto".

Antonella Durazzo

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