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VERBANIA – 09.08.2018 – Il completamento del Movicentro,

il secondo lotto della pista ciclabile Fondotoce-Suna, la riqualificazione delle spiagge e l’agorà della Casa della Resistenza. Sono queste le opere, tutte collocate in zona Fondotoce, per le quali a dicembre il Comune di Verbania aveva firmato a Roma la convenzione del cosiddetto Bando Periferie, il maxi-piano voluto dal governo Renzi (e portato a termine da quello Gentiloni) per intervenire nelle zone più degradate del Paese. Nella graduatoria nazionale Verbania s’era piazzata male, tra le ultime cinque, ma poiché erano stati garantiti soldi a tutti i capoluoghi, aveva potuto avviare l’iter per questi interventi, ottenendo un finanziamento di 8 milioni. Da ieri pomeriggio quegli 8 milioni sono a rischio, probabilmente “congelati” sino al 2020. Tra le pieghe e gli emendamenti del decreto Milleproroghe, approvato dal Senato e spedito ora alla Camera, la maggioranza giallo-verde M5S-Lega ha inserito poche righe che cambiano la prospettiva. Nel nuovo testo si dice che l’efficacia delle convenzioni slitta, appunto, al 2020 e che il denaro risparmiato può essere usato come “spazio finanziario” per tutti gli enti locali italiani (non solo i capoluoghi, cui il Bando periferie era indirizzato) che hanno a disposizione i soldi dell’avanzo di amministrazione ma sono bloccati. La questione è contabile, legata al denaro che viene speso da tutte le articolazioni dello Stato e che vengono conteggiate come debito pubblico. Per contenerlo nei parametri europei e non sforare il 3% del rapporto deficit-Pil, da anni si pone un tetto anche agli investimenti, a prescindere dalle possibilità economiche dell’ente. La maggioranza che sostiene l’esecutivo Conte ha ritenuto, con una scelta politica, di puntare sui progetti di tutti gli ottomila comuni italiani, piuttosto che sul centinaio abbondante dei capoluoghi di Provincia o delle Città metropolitane. L’operazione è passata sotto traccia, tanto che l’emendamento al Senato è stato approvato all’unanimità, anche dal Pd, che oggi è sceso in campo contro il governo in difesa del Piano periferie. E l’ha fatto anche nel Vco e a favore di Verbania. Stando a quanto appreso, anche tramite interpretazioni, la sospensione delle convenzioni riguarda tutte le circa ottanta, Verbania compresa, firmate nella seconda tranche, quella di dicembre. In teoria i progetti verbanesi dovranno attendere due anni. Ma, in casi particolari come quello di Verbania, parte delle spese sono già state sostenute e si è in fase avanzata. Tranne quello delle spiagge (atteso a giorni), tutti gli altri hanno visto approvato il progetto esecutivo. Per il secondo lotto del Movicentro è in corso addirittura la gara d’appalto. Fino a ieri a Palazzo di Città c’era ottimismo sul fatto che, poiché fermarsi danneggerebbe i Comuni si potesse andare avanti. Ma una certezza ancora non c’è. L’ipotesi più accreditata a oggi è che, rimborsate le spese tecniche già sostenute, per Movicentro o ciclabile se ne parlerà più in là.

 

 

 

 

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