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ROMA – 08.08.2018 – Il fondo per le vittime

dei crac bancari non escluderà i soci di Veneto Banca e popolare di Vicenza. È questo l’impegno che il Senato ha preso approvando l’emendamento al decreto Milleproroghe che annulla le differenze tra le varie categorie dei clienti “beffati”. Entro il 31 ottobre, infatti, sarà approvato il decreto attuativo (che doveva arrivare entro il 31 marzo) che renderà operativo il fondo da 100 milioni istituito con il varo dell’ultima Finanziaria, il dicembre scorso. Che non si illudano i tanti, anche nel Vco, che hanno perso tutti i loro risparmi acquistando le azioni di Veneto Banca: i soldi per i rimborsi non bastano per tutti. I 100 milioni messi sul piatto dal governo Gentiloni sono una goccia nel mare dei miliardi andati in fumo. La notizia positiva è che, pur restando valido il Fondo, ne cambieranno le regole a favore proprio degli azionisti delle venete. Il motivo è una serie di questioni tecnico-legali che rendevano molto difficile a questi far valere le proprie ragioni. Essendo i due crac veneti più recenti (e indagini sono ancora in corso) di quelli di Monte dei Paschi di Siena, Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di risparmio di Chieti e Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana, i loro soci non sono in grado di dimostrare prima degli altri di essere stati danneggiati in quale misura. E siccome la regola primaria del Fondo è “chi prima arriva, prima prende i soldi”, perché la norma prevede il rimborso integrale fino a esaurimento dei 100 milioni (per la cronaca sono spalmati in quattro annualità) gli ex soci delle venete rischiavano di restare a bocca asciutta. Ora il governo s’è impegnato a studiare nuove regole che non escludano questa categoria. Resta forte il pressing delle associazioni dei risparmiatori e dei consumatori sul governo, soprattutto su Lega e M5S che in campagna elettorale promisero rimborsi per tutti, affinché il fondo venga ampliato e integrato.

 

 

 

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