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acetatighisolfi
CARBONARA SCRIVIA (AL) – 03/03/2015 – Un colpo di fucile alla testa, nella sua automobile, poco lontano da casa. S’è tolto la vita nella serata di martedì l’imprenditore Guido Ghisolfi.

56 anni, era vicepresidente della multinazionale Mossi & Ghisolfi, colosso della chimica italiana e internazionale.

Il nome di Ghisolfi è legato strettamente a Verbania, all’ex Acetati ea Italpet. Nel 1989, cogliendo gli incentivi statali alla riapertura del polo chimico ex Montefibre (la vecchia Rhodia) rimise in moto gli stabilimenti di viale Azari per la produzione di acetato di cellulosa per uso tessile e per l’impiego nelle materie plastiche, arrivando a impiegare circa 300 persone. Pochi anni dopo raddoppiò con la creazione di Italpet, fabbrica per la produzione di bottiglie di plastica.

Nei primi anni 2000 Acetati fu al centro di un lungo processo penale per l’inquinamento da aldeide formica del lago tramite uno scarico nel torrente San Bernardino. Per quei fatti finirono a processo proprietari e dirigenti. Dopo diverse condanne in primo e in secondo grado furono tutti assolti dalla Cassazione perché non venne provato scientificamente che l’aldeide formica fosse cancerogena.

Il processo, che comportò la gestione commissariale degli scarichi affidata all’allora prefetto Alfonso Pironti, innescò numerose polemiche. Nel 2005 ambientalisti, An, Lega Nord, Rifondazione comunista e Socialisti chiesero e ottennero un referendum comunale per il cambio di destinazione d’uso dell’area. Votò meno del 24% e vinsero i “no” 58,21% a 47,79%.

Successivamente Mossi & Ghisolfi iniziò a disinvestire a Verbania, prima cedendo Italpet agli americani di Plastipak nel 2008, poi chiudendo definitivamente Acetati a fine 2010 dopo aver aperto un impianto simile in Cina e reinvestito – con lauti contributi regionali – in un impianto di biodiesel a Crescentino in provincia di Vercelli. L’area Acetati, ancora di proprietà di Mossi & Ghisolfi, è tuttora sottoposta a bonifica ambientale.

Guido Ghisolfi era anche impegnato in politica. Tra i fondatori del Pd era finanziatore delle campagne elettorali di Chiamparino e Renzi.

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