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VERBANIA – 23.12.2016 – È stata lei a chiamare

i carabinieri e a autodenunciarsi: piuttosto che condividere forzatamente (è agli arresti domiciliari) l’appartamento con la mamma, preferiva finire in carcere. E in carcere è stata trasferita e ristretta per ordine del giudice. È questa la storia della ventenne originaria della Campania ma residente a Verbania che ieri sera ha telefonato al 112 sfogando una situazione di disagio personale insostenibile. Nonostante la giovane età la ragazza, che ha anche problemi psicologici e ha manifestato in passato tendenze suicide, deve scontare condanne definitive per diversi reati. Il tribunale le ha accordato i domiciliari, ma lei non sopporta più la presenza della madre. Quando ha allertato le forze dell’ordine, una pattuglia del Nucleo radiomobile ha raggiunto la sua abitazione, trovandola nell’androne di casa con le valigie in mano. I militari l’hanno arrestato per evasione e portata nel carcere femminile di Vercelli. Dopo una notte trascorsa nella casa circondariale di Verbania, stamane s’è presentata al tribunale di Verbania per la convalida dell’arresto. Il giudice Raffaella Zappatini ha ritenuto che, data la situazione, la soluzione migliore, anche per l’incolumità fisica, sia appunto la detenzione, che ha autorizzato e che sarà ridiscussa alla prossima udienza del processo che dovrà subire, appunto, per il reato di evasione. 

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