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carrello nautica
VERBANIA – 23.12.2016 – Assolto perché il fatto non sussiste.

Le attrezzature nautiche custodite da Maurizio Bego nel suo cantiere di Pallanza sono di sua proprietà e non di Marco Catalano, ex dipendente che li aveva portati con sé il giorno che fu assunto dall’impresa verbanese. Così ha stabilito il giudice Raffaella Zappatini che ha assolto Bego dall’accusa di appropriazione indebita.

La contestazione verteva su invasi per imbarcazioni, una caldaia, un carrello di attrezzi, due “muletti” per il trasporto merci e altro materiale che Catalano, insieme al fratello, possedeva nella sua precedente esperienza lavorativa, in proprio in un’azienda con sede in Lombardia. Bego ha sempre sostenuto di aver rilevato tutto in un “pacchetto” unico, dando un valore forfetario alla merce di 2.500 euro, pagati in contanti con acconti in diversi periodi. L’ex dipendente, invece, nello sporgere denuncia riferì di aver contrattato per 2.500 euro solo parte della merce, mentre i soli carrelli valevano più del doppio.

Per Paolo Patacconi e Ferdinando Brocca, avvocati di Bego, l’accordo tra le parti s’era perfezionato e, anche se non lo fosse stato per contestazioni sui pagamenti, si tratterebbe tutt’al più di una questione civilistica e non penale. Anche il giudice ha ritenuto non sussistere l’appropriazione indebita e per questo motivo l’ha assolto. 

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