
GHIFFA - 16-06-2023 -- La polizia sta scavando nella vita e nelle frequentazioni di Matteo Fiorini, il 33enne -avrebbe compiuto 34 anni il mese prossimo- trovato morto accoltellato ieri pomeriggio nell’appartamento di corso Risorgimento 30, frazione Susello di Ghiffa, che aveva in affitto. Originario del paese, senza un fisso impiego, Fiorini era un ragazzo “difficile”. Coinvolto nell’assunzione e nella cessione di stupefacenti, era stato arrestato e condannato, anche per evasione. Era uscito dal carcere lo scorso ottobre e, da allora, viveva da solo con occupazioni saltuarie.
Il sindaco di Ghiffa, Matteo Lanino, è stato ieri tra i primi a giungere sul luogo dell’omicidio. Ricorda Fiorini come una persona intelligente ma problematica. “Lo conoscevo personalmente e avevo a che fare con lui anche come amministratore. Ieri (mercoledì, il giorno prima del fatto di sangue, ndr) mi aveva telefonato in uno stato agitato e un po’ confuso, dicendomi che c’era qualcuno che s’era introdotto a casa sua. Gli avevo detto di chiamare le forze dell’ordine, ma non era lucido”.
In passato era stato protagonista di una protesta plateale e aggressiva in municipio. “Era venuto a chiedere un alloggio popolare – ricorda –. Gli avevo detto che non avevamo possibilità e s’era messo a gridare e a minacciare. Avevamo chiamato la forza pubblica ma poi non ho proceduto con la denuncia”.
Matteo viveva solo e aveva come unico parente vicino una nonna, a Ghiffa. La mamma s’è trasferita in Spagna e vive lì, anche se in questi giorni era tornata sul Lago Maggiore. È stata lei a chiamare il numero di emergenza dopo che un vicino, non avendo risposta dal giovane, l’aveva visto riverso a terra in una pozza di sangue. Il 33enne aveva anche un fratello maggiore, residente fuori provincia.


