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VERBANIA - 25-05-2023 -- Le sue dichiarazioni che scagionavano l’amico non furono falsa testimonianza. A cinque anni di distanza dai fatti e dopo tre processi in due gradi di giudizio, si chiude definitivamente la vicenda nata nell’aprile del 2018 a San Maurizio d’Opaglio, in una mattina in cui i carabinieri si avvicinarono a una Seat in sosta in zona industriale con a bordo due giovani attorno all’ora di pranzo. Secondo i militari colui che era al volante, intimato a fermarsi, partì a tutta velocità per evitare un controllo. La pattuglia, messasi all’inseguimento, lo perse di vista dopo una rotonda, ma si diresse al domicilio, attendendolo. Si presentò a piedi (il veicolo l’aveva parcheggiato poco distante), ricevendo un verbale e l’invito a sottoporsi al test alcolemico, che rifiutò. Da qui è partito un procedimento penale per guida in stato di ebbrezza che l’ha visto condannato in primo grado a Verbania e assolto in Appello a Torino. Nel processo verbanese aveva testimoniato l’amico, oggi 25enne, che era seduto accanto a lui. Aveva negato che vi fosse stato un inseguimento ed era stato denunciato per falsa testimonianza, reato per il quale il pm ha chiesto fosse condannato a 16 mesi. Il giudice oggi l’ha riconosciuto estraneo alle accuse, assolvendolo.

 


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