VERBANIA - 25-05-2023 -- “Così non si fa”. È sbottata e, rivolgendosi al rappresentante della Procura, il giudice Marianna Panattoni ha disposto un rinvio. Il terzo di un processo per stupefacenti, costola di un’operazione antidroga più grande nella quale tutte le altre posizioni sono già state definite con riti alternativi. Un processo che vede un uomo alla sbarra per il possesso di 1,30 grammi di cocaina, ritenuti non per uso personale ma a fini di spaccio, ricavati durante le indagini da 28 fogliettini che, arrotolati, sono stati usati per aspirare la polvere bianca. Gli investigatori li hanno raschiati racimolando una modica quantità di stupefacente che, secondo la difesa che ha voluto andare a processo per chiedere l’assoluzione, non può essere prova di spaccio.
Ma prima di arrivare a discutere -e il pm ha anticipato che chiederà l’assoluzione- e di decidere, il giudice ha bisogno di vedere gli atti, di leggere quanto raccolto in fase di indagini. Il problema è che il fascicolo in possesso del magistrato contiene di fatto solo un cd al cui interno si trovano oltre mille pagine di documenti, atti e deposizioni, in larghissima parte riferiti agli altri indagati. “Il nome del mio cliente – ha detto per la difesa l’avvocato Marco Marchioni – comparirà in una ventina, trenta pagine al massimo”, quelle che il giudice alla scorsa udienza aveva chiesto alla Procura di estrapolare, per non appesantire il suo lavoro nel decidere. Non avendo provveduto, ha deciso di andare oltre, fissando udienza al 15 giugno, sollecitando l’accusa a fare una selezione tra i documenti e a produrre, stampati, quelli di interesse.


