VERBANIA - 25-05-2023 -- Non v’è prova che fosse complice. Assolto dal furto dei gioielli nella villa in cui lavorava, è stato condannato per violazione di domicilio e danneggiamento. È questo l’epilogo giudiziario di una vicenda che risale al 2010, anno in cui in una lussuosa dimora del Malcantone sparirono monili di ingente valore. Il sospetto cadde sul personale, sul maggiordomo, sulla domestica e, appunto, sul giardiniere, un uomo di cittadinanza italiana che oggi, a 56 anni, ha definito la propria posizione con il proscioglimento. La Corte delle assise correzionali di Lugano ha ritenuto, secondo il principio del dubbio pro reo, che viste anche le sue condizioni di persona limitata, non è provabile che abbia attivamente partecipato a quel furto. A suo favore ha giocato anche il decesso della domestica, anch’ella imputata per il medesimo fatto, in concorso con il giardiniere. L’accusa aveva chiesto che quest’ultimo fosse condannato a 14 mesi, con la sospensione della pena. Nell’assolverlo dall’accusa principale, il giudice l’ha però ritenuto responsabile dei due capi d’accusa minori, il danneggiamento e la violazione di domicilio, che pagherà con una pena pecuniaria di 2.700 franchi, sospesa perché l’imputato è incensurato.


