VERBANIA - 20-05-2023 -- La ferita più grave, passeggera della moto, non ha presentato denuncia, né l’ha fatto colui (peraltro coimputato) che le stava davanti e che, non riuscendo a controllare la sua Benelli di fronte a due auto ferme in mezzo alla strada, ruzzolò a terra. S’è chiuso con il non doversi procedere il processo per l’incidente stradale avvenuto l’11 giugno del 2022 a Brovello Carpugnino, sulla provinciale del Vergante. La riforma Cartabia, in mancanza della volontà delle persone offese di punire il/i colpevole/i, ha risolto anticipatamente una controversia che ha chiamato in causa anche chi, in concreto, non ha avuto un ruolo diretto nel sinistro. Sono il 62enne di Brovello Carpugnino e il 44enne di Gignese che, quel giorno, erano fermi con le proprie vetture in mezzo alla strada. S’erano incrociati provenienti da direzioni opposte, fermandosi affiancati e parlando da finestrino a finestrino. Fu in quel frangente che sopraggiunse la moto condotta da un 30enne del Vergante che, con una passeggera di 37 anni residente in provincia di Varese, non fu in grado di frenare il mezzo in presenza di quegli ostacoli. Non urtò alcun veicolo, ma cadde a terra. Nell’impatto lui riportò contusioni e una frattura, lei ebbe un brutto trauma cranico, con una prognosi lunga.
Secondo la Procura quell’incidente fu una corresponsabilità di tutti e tre. Non solo del conducente della moto, ma anche degli automobilisti che, fermi, creavano pericolo per la circolazione stradale, comportamento considerato infrazione al codice della strada e punita con una sanzione amministrativa. Una tesi, questa, respinta dagli interessati e dai loro avvocati e che, per uno di essi, ha anche portato all’annullamento della multa. Per il penale, come detto, ci ha pensato la riforma della giustizia.


