VERBANIA - 15-05-2023 -- Nella sua mente c’era la volontà di ricucire il rapporto e riavere la famiglia che, con la separazione, non aveva più. Ma, nella realtà, la situazione era tutt’altra: la ex non voleva saperne di lui, tenuto lontano anche su ordine del giudice. È in questo contesto che un 41enne del Cusio è finito a giudizio con l’accusa di stalking e di violazione del divieto di avvicinamento della madre dei suoi tre figli. Rischia una condanna a due anni, la pena chiesta dal pm Rosanna Zema, che ritiene non sia concedibili le attenuanti generiche. Sono quattro gli episodi contestati, avvenuti all’inizio del 2020. Tra questi la presenza di fronte alla scuola di uno dei figli quando non poteva, o in piscina il giorno di Carnevale. La volontà di riavere la famiglia si manifestava anche con insistenti messaggi, scritti e vocali tramite whatsapp, mandati dal proprio smartphone o, quando era stato bloccato, da quello di parenti o di conoscenti cui lo chiedeva in prestito. I contatti sono arrivati a essere anche quaranta in una giornata, in un martellamento insopportabile per la parte offesa, sofferente nel fisico -ha iniziato a dimagrire- e presa da stati d’ansia.
Non è stato violento o aggressivo – ha sostenuto il suo difensore, Gianni Vicini che, non negando i messaggi e i contatti, ha chiesto che sia tenuto in conto il contesto e l’intenzione di quei gesti.


