VERBANIA - 24-04-2023 -- Anche per i lucani del VCO è giunto il tempo di ritrovarsi, dopo gli anni della pandemia e dei contatti umani ridotti al lumicino. Una comunità piccola (ma qualche decennio fa l'associazione contava oltre 300 soci) ma coesa, orgogliosamente legata alle proprie radici e solidale, anche verso questo territorio diventato l'altra casa, non la casa dove si è nati ma quella che si è scelta.
L'occasione per ritrovarsi è arrivata sabato scorso a Villa Giulia, un momento di cultura e d'incontro dove proprio i valori coltivati dall'associazione sono stati protagonisti, così come sottolineato dal sindaco Silvia Marchionini nel suo saluto.
Tramite il presidente Michele Lapetina il sodalizio ha colto l'occasione per consegnare le annuali donazioni agli "Amici dell'Oncologia" e all'Anffas del VCO : "Questo territorio ci ha accolto molti anni fa è giusto rendere qualcosa di quello che ci ha dato", ha rimarcato. Protagonista della serata, capace di trasportare il pubblico in un clima anni '80 ma anche di spingere a interrogarsi sulle eredità e i fallimenti generazionali, è statolo scrittore Giuseppe Lupo, che ha presentato in dialogo col direttore della biblioteca Andrea Cassina, il suo ultimo romanzo: "Tabacco clan" (Marsilio). Una storia di amicizia e di fumatori (il Tabacco clan è una marca di trinciato per pipe) lunga 40 anni.
16 universitari "fuori sede" che si ritrovano ai giorni nostri ad un matrimonio in un grand hotel di Stresa. Ecco allora che attraverso le loro parole di quasi sessantenni, attraverso i loro ricordo si rivive lo scorrere di stagioni ormai in archivio mentre le vicende personali dei membri del "clan" e le grandi "porte" (così le ha battezzate Lupo) della Storia s'intrecciano e si condizionano reciprocamente. E' la storia di una generazione quella che con tanta leggerezza quanto profondità Lupo ci racconta. Una generazione gravata dall'eredita dei rivoluzionari anni '70, e che ha sfiorato gli "anni di piombo" reagendo come poteva. "Solo ora - ha confessato Lupo - ora che i nostri figli hanno l'età che avevamo noi allora, ho potuto raccontare di quegli anni. Il punto di partenza? Provare a capire perchè lasceremo ai nostri figli un mondo peggiore di quello che ci è stato consegnato dai nostri genitori".


