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VERBANIA - 21-04-2023 -- Due anni allo stalker irresistibile che vede gli alieni. S’è chiuso con la condanna e il mancato riconoscimento della seminfermietà mentale invocata dalla difesa, il processo a carico di Roberto Fiorella, 45enne ossolano che da un anno è in carcere per aver picchiato il padre della vittima degli atti persecutori di cui è accusato. Il giudice Marianna Panattoni l’ha ritenuto colpevole di stalking, stabilendo una pena inferiore ai due anni e otto mesi chiesti dal pm Anna Maria Rossi.

L’interesse “particolare” dell’imprenditore agricolo ossolano si posò, nel 2019, su una giovanissima -allora nemmeno maggiorenne- di vent’anni più giovane di lui. L’aveva vista alla Festa dell’uva di Masera e se n’era invaghito, convincendosi che fosse la sua fidanzata. Le aveva mandato fiori a casa e aveva iniziato a esternare i suoi sentimenti su Facebook, senza essere corrisposto. Sul social network, in un profilo aperto, diede anche conto di alcune stravaganze: disse di essere irresistibile, l’uomo più affascinante del mondo, che poteva avere tutte le donne che voleva; e sostenne di avere le prove dell’esistenza degli alieni, che lo visitavano di notte affinché lui, con la sua energia inesauribile, li ricaricasse.

Lei, che non l’aveva nemmeno mai incontrato, anche tramite la famiglia e dopo averlo visto in luoghi pubblici da lei frequentati, cercò di respingerlo definitivamente, rivolgendosi ai carabinieri. Due colloqui non bastarono a scoraggiarlo e, mentre il procedimento penale procedeva in fase di indagini, la litania continuò, finché nella prima parte del 2022 non avvenne un fatto violento: l’aggressione di lui al padre di lei seguita, alla notifica di un provvedimento di custodia cautelare, alla resistenza ai poliziotti e ai vigili del fuoco, accolti con insulti, minacce e un’ascia.

Da allora Fiorella è detenuto e, nei suoi confronti, si sono aperti altri tre procedimenti penali: uno per stalking per fatti successivi al 2021, uno per l’aggressione al padre della vittima, e uno per resistenza e lesioni contro i tutori dell’ordine.

In due di tre i rispettivi giudici hanno disposto una perizia psichiatrica che s’aggiunge a quella che il dottor Luigi Demori ha prodotto nel procedimento odierno. Secondo il consulente del giudice Fiorella soffre di un disturbo narcisistico ma è sano di mente e può stare in giudizio. Tesi, questa, contrastata da Domenico Capristo e Rosalba Di Fede, avvocati della difesa che hanno prodotto una perizia di parte in cui il loro consulente afferma che è affetto da disturbi deliranti che lo rendono parzialmente incapace.

La difesa, tuttavia, non ha puntato solo sull’infermità, ma ha sostenuto che gli episodi contestati sono stati sopravvalutati e che dovessero essere ricondotti a un corteggiamento troppo insistente più che ad atti persecutori. Tesi, questa, negata dal giudice che l’ha condannato.

 


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