VERBANIA - 13-04-2023 -- La condanna per la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti è stata annullata in Appello e anche le sanzioni al codice della strada (non tutte) sono state cancellate dal giudice di pace. Punta sul ribaltamento degli esiti del controllo stradale che ha originato due procedimenti penali la difesa del 25enne cusiano a processo a Verbania per falsa testimonianza.
Nella tarda mattinata del 18 aprile del 2018 era in auto con un amico in una piazzola della zona industriale di San Maurizio d’Opaglio quando s’avvicinò una pattuglia dei carabinieri per un controllo. I militari fermarono il veicolo a poca distanza e si avvicinarono intimando l’alt. Il conducente accese il motore e partì.
Ci fu un breve inseguimento dal quale i militari desistettero perché avendo il numero di targa di quella Seat Ibiza, risalirono all’indirizzo del proprietario, che attesero a casa. Il giovane conducente si presentò a piedi e, da lì a poco, un po’ per strada e un po’ in caserma, ricevette gli atti che gli contestavano la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti, per i quali in primo grado è stato condannato a 7 mesi d’arresto e 1.500 euro di multa.
La sentenza, come detto, è stata annullata in Appello, dove i giudici hanno riconosciuto la contraddittorietà degli atti dei carabinieri, scagionandolo.
Durante il primo processo l’amico che era a fianco del conducente aveva sostenuto che non c’era stato alcun controllo dei carabinieri, né un inseguimento. Questa versione, in netto contrasto con quella dei pubblici ufficiali, l’ha portato a processo per falsa testimonianza.
Il pm Anna Maria Rossi ha chiesto per lui una condanna a un anno e quattro mesi, sostenendo che la vicenda nulla ha a che vedere con le condotte di chi guidava. “Se non è responsabile - ha detto al giudice -, allora deve trasmettere gli atti per i carabinieri, che hanno detto il falso e prodotto atti falsi”, sottolineando come il fulcro del procedimento sia l’aver negato che ci sia stato il controllo. Ha ammesso l’inseguimento anche se era distratto dal cellulare – ha ribattuto la difesa, che riconduce la versione dell’imputato al fatto che ha saputo solo la sera di quanto era accaduto.
Il giudice Ines Carabetta ha rinviato per repliche e sentenza.


