
VERBANIA - 12-04-2023 -- Le ferite di guerra sono un dolore che si tramanda, sono memorie di ingiustizie che restano nella carne delle famiglie, ricordi lasciati in custodia ai figli e ai figli dei figli assieme a qualche fotografia ingiallita, al racconto di uno zio, o alla storia di un nonno che vi hanno avuto parte, che la ferita di guerra l'hanno ricevuta di primissima mano.
Come quel nonno che al dolore non potè dire di no, lasciandovisi travolgere come dall'acqua di un torrente. Si chiamava Carlo Bava, era il nonno di un altro Carlo Bava, nato quando lui ormai non c'era più. Carlo il nipote di Carlo, l'erede di un affetto incompiuto e di un ricordo tragico che, generosamente, ha voluto consegnare a tutti attraverso la pagina scritta. Ed è un dono che il dutur Bava ci fa con "Ferite di guerra", racconto tratto dal libro "L’elicottero nella clessidra - Memorie in dialogo tra due ragazzi di una volta" .
"Ferite di guerra" nei mesi è però diventato qualcosa d'altro, qualcosa che ha superato il racconto di un fatto per diventare storia ancor più universale, come universali sono tutte le ferite di guerra. "Se ti saveset" (se tu sapessi...) è diventato così uno spettacolo, o forse un documentario poetico grazie alla musica e alle parole di grandi autori che si mescolano al ricordo familiare. Presentato nei mesi scorsi alla Casa della Resistenza, il racconto attraverso l'associazione Gabarè e la stessa Casa della Resistenza, andrà a Milano, alla camera del lavoro (salone Di Vittorio - Corso di Porta Voittoria) nella serata di giovedì (ore 21). In questo momento fatto di parole e memoria ad accompagnare il racconto di Carlo Bava, sono le note dell'arpa Celtica di Vincenzo Zitello, il violino di Claudio Rossi e la voce narrante di Graziano Giacometti. La regia è di Maria Cristina Pasquali. Una storia che vale la pena ritrovare ancora una volta, magari anche qui, nei luoghi dove quei ricordi familiari sono stati consegnati al tempo.


