VERBANIA - 03-04-2023 -- Lui, 39enne ossolano, era il tecnico informatico di fiducia di una nota azienda di pompe funebri della provincia. Quando la società decise di cambiare sede, fu chiamato per gestire la parte hardware e software. L’operazione dette problemi sin dall’inizio e l’impresa, che in quell’anno -il 2020, quello della pandemia- era oberata di lavoro e aveva necessità d’essere efficiente, si trovò a un tratto alle prese con un serio problema: i dati erano spariti. Il server sul quale si trovava tutta la contabilità era inaccessibile e, per ripristinarla, fu chiesta loro una somma elevata: 7.000 euro. Ai titolari parve una circostanza strana e, insospettiti anche da altri comportamenti del tecnico, chiesero un parere terzo a un’altra società di sicurezza informatica. Gli fu detto che i dati, mai spariti dal server, erano stati semplicemente rimossi. Per riaverli fu pagata una parte della somma, 3.000 euro, e successivamente venne sporta denuncia.
Ora il tecnico informatico è a giudizio per estorsione e danneggiamento di sistemi informatici.


