VERBANIA - 31-03-2023 -- Affitti certi, contratti trasparenti. È questo lo scopo dell’accordo firmato l’altro ieri a Palazzo di Città tra i rappresentanti dei proprietari immobiliari (Uppi, Appc e Ape – Confedilizia) e i sindacati degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat). L’intesa, valida per la sola Verbania, che avverte una crescente “fame” di alloggi in affitto per via del boom degli affitti brevi turistici e che sconta il nodo dei canoni elevati, vale tre anni e fissa criteri oggettivi per i quali calcolare le pigioni.
La città è stata divisa in tre aree: Lago Maggiore (la fascia costiera e gli abitati di Intra, Pallanza, metà Sant’Anna e Suna), Piano Grande Fondotoce, e tutto ciò che resta. Per ciascuna sono state concordate, per i contratti agevolati e per gli affitti universitari, fasce di prezzo minime e massime e criteri oggettivi (la vetustità dell’immobile, la presenza di posto auto, di ascensore…) per determinarle, stabilendo anche la definizione di metro quadrato. L’accordo prevede il contenimento dell’adeguamento Istat (non più del 75% l’anno), la possibilità di non aumentare oltre il 30% il canone se di tratta di alloggio arredato, il riconoscimento di oggettive situazioni (da ambo le parti) per il rilascio (trasferimento, separazione, cessione ai figli…), la definizione analitica di quali spese spettano al proprietario e quali al locatario, ma anche un fac-simile di contratto.
Al crescere della durata dell’accordo, crescono anche le soglie. Per un contratto di 3 anni+2 la fascia più bassa va da 35 a 63 euro a metro quadrato annuo, a un massimo compreso tra 98 e 121.


