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VERBANIA - 29-03-2023 -- Quando i soccorritori e le forze dell’ordine arrivarono sul posto, l’auto era semidistrutta e uno degli occupanti aveva una spalla fratturata. L’Opel Astra su cui viaggiavano e con la quale s’erano schiantati in rotonda a Omegna, non apparteneva tuttavia a nessuno dei tre. Né all’autista, un giovane cusiano pluripregiudicato, né ai due occupanti, uomo e donna compagni nella vita e anch’essi con precedenti penali legati perlopiù agli stupefacenti. Era di una persona che l’aveva lasciata nel garage di casa (aperto) e che non sapeva ancora che gliela avessero rubata. Lo avrebbe scoperto da lì a poco, apprendendo anche che ormai era inservibile e che l’avrebbe dovuta rottamare.

Per il furto della Opel il commissariato di Omegna individuò come responsabili tutti e tre i passeggeri, denunciandoli. La Procura li ha mandati a giudizio originando un processo che s’è scisso in udienza preliminare e che, oggi, ha avuto la sua prima sentenza. I conviventi (oggi ex) che, difesi dagli avvocati Gabriele Zacchera e Valentina Croatto, hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, sono stati assolti per la mancanza di prove. Hanno sostenuto, fin dall’inizio, che non avevano rubato il veicolo, né che erano a conoscenza che fosse stato sottratto da colui che era ai comandi anche al momento dell’impatto, ma che avevano solo accettato da lui un passaggio. Il giudice Beatrice Alesci l’ha riconosciuto, respingendo le pesanti richieste dell’accusa, che chiedeva 2 anni e 8 mesi per l’uomo (recidivo) e 1 anno e 9 mesi per la donna.

Resta aperto il processo al giovane che guidava, che andrà a giudizio il 20 aprile.

 

 


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