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tribunale 16

VERBANIA - 24-03-2023 -- Se non fosse uscito ad avvisarle il direttore dell’ufficio postale, insospettito dalla lunga coda creatasi allo sportello Postamat, avrebbero perso altri soldi. Mamma e figlia sono cascate in pieno nel raggiro che un ignoto ha architettato con una frode on-line. La mamma, residente nel Cusio, aveva messo in vendita on-line un vecchio divano di casa, per il quale chiedeva 200 euro. Aveva trovato un acquirente e s’era accordata per pagarlo con una ricarica Postepay. Seguendo le indicazioni fornitele, dopo che dai contatti via e-mail ed elettronici s’era passati a quelli telefonici, si recò alle poste di Omegna per fare ciò che le era stato detto: inserire la propria tessera ed effettuare quella che, in realtà, non era un’operazione in entrata, bensì in uscita. Le fu detto di digitare la somma di 250 euro e obbedì ma, poi, non vedendo uscire dallo sportello la ricevuta che sarebbe dovuta servire al corriere per la spedizione del divano (così le era stato assicurato), chiese ulteriore aiuto. “C’è qui con me mia figlia” - spiegò, ricevendo l’invito a riprovare anche con la carta di lei. Fu così che la truffa raddoppiò di importo. E sarebbe andata avanti se, dopo che allo sportello si stava formando una certa coda, il direttore uscì spiegando di stare attente perché accadevano spesso ultimamente truffe. La ragazza troncò la telefonata e tolse la tessera. Tornando a casa, in auto, la banca avvisò di un anomalo pagamento.

Realizzato che madre e figlia erano state doppiamente truffate, la prima andò l’indomani a sporgere denuncia, fornendo il numero completo di Iban del truffatore, che la polizia ha rintracciato in un pluripregiudicato residente in Campania, ora a giudizio a Verbania per truffa aggravata.

 


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