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VERBANIA - 20-03-2023 -- La fine della loro relazione era stata burrascosa e lei, 45enne nata in Africa, aveva finito per denunciare lui, cusiano di due anni più vecchio. La coppia aveva convissuto sul Lago d’Orta e, dopo essersi lasciata, aveva iniziato a discutere sulla proprietà di alcuni beni: una bicicletta del valore di 1.500 euro, una collana antica d’argento da 450, tre quadri valutati 100 l’uno, uno specchio da 200 e una enciclopedia da 400. La donna li rivendicava come propri e li pretendeva indietro mentre l’uomo, negando fossero suoi, non glieli voleva restituire. Il tiramolla andò avanti finché lei non presentò denuncia, avviando il procedimento penale per appropriazione indebita a carico di lui. Che, destinatario di un decreto penale di condanna, s’è opposto ed è andato a processo, mandato assolto dal giudice. La difesa ha sostenuto che la vicenda, di puro interesse civilistico, non poteva avere risvolti penali anche perché la parte offesa non ha dimostrato che quegli oggetti fossero suoi.

 


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