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VERBANIA - 12-03-2023 -- Quando le forze dell’ordine l’hanno fermato, aveva con sé tre documenti diversi, riportanti la stessa fotografia ma intestati a due persone differenti, nessuna delle quali corrispondeva alla sua identità. Fabbricazione di documenti falsi è il reato per il quale è a processo, al Tribunale di Verbania, un cittadino pakistano controllato nel 2017. Alla richiesta di esibire la documentazione in proprio possesso, fornì un passaporto pakistano e un permesso di soggiorno greco intestati a un 35enne con un nome e cognome non corrispondente ai dati del 22enne che aveva presentato una richiesta di protezione internazionale.

La discrasia evidente -le fotografie erano le medesime, riconducibili all’individuo fermato- portò alla denuncia e all’invio del materiale al laboratorio scientifico della polizia, che ha attestato la falsità di passaporto e permesso di soggiorno. Il primo, peraltro, era stato alterato con una certa perizia, impossibile da riconoscere a occhio nudo e a un controllo superficiale. Solo l’analisi al microscopio ha rivelato la scucitura, la sostituzione della foto e l’apposizione di una nuova copertina.

Il controllo in banca dati ha poi permesso di stabilire che il nome e il cognome dell’uomo erano tutt’altri rispetto anche a quelli utilizzati per ottenere il permesso di protezione internazionale.

 


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