VERBANIA - 11-03-2023 -- Eccellente nello studio del diritto e nello sport. Non è stato solo l’impeccabile curriculum universitario -laurea in Giurisprudenza con votazione finale di 110- che è valso ad Andrea Fattalini la prestigiosa borsa di studio Carlo D’Urso. Nei giorni scorsi il quasi 29enne praticante avvocato di Verbania ha ritirato, a Palazzo Greppi, il riconoscimento attribuito a un laureato della Statale di Milano che, oltre ad essersi distinto nello studio, l’abbia fatto anche in campo civile, sociale e sportivo.
A quest’ultimo ambito, in particolare alla disciplina della canoa, appartiene Fattalini (nella foto), che ha vestito le casacche di Omegna e Mergozzo e che ha condiviso libri e pagaia, palestra e ateneo sino alla laurea con una tesi di diritto civile dal titolo “Gli effetti della pandemia da Covid-19 sui contratti pendenti”. Ora, conclusi gli studi, sta terminando la pratica legale allo studio associato tra il commercialista Alessandro Ambroso e gli avvocati Riccardo Sappa e Matteo Sanvito ed è in procinto di sostenere l’esame di abilitazione alla professione forense.
Per il suo doppio impegno studio-sport ha ricevuto la generosa borsa di studio che, da otto anni, ricorda Carlo D’Urso, uno dei più importanti avvocati d’affari italiani, che ha lavorato a fianco di Enrico Cuccia e Gianni Agnelli e che è scomparso nel 2015.
Alla cerimonia di consegna c’erano, con Fattalini, i vincitori delle tre precedenti edizioni, che non hanno potuto ritirare prima il riconoscimento per via proprio della pandemia. “Per me è una grande soddisfazione – racconta –: si tratta di un premio importante, al quale non tutti possono ambire”.
Il suo nome è stato scelto tra una decina di laureati, tutti con 110 (o con la lode) e con un curriculum extra-studi significativo. “Coniugare lo sport e lo studio è stato un impegno – prosegue –. Non ho mai smesso di fare canoa; la praticavo a livello semiprofessionistico, allenandomi due volte al giorno. Non frequentavo le lezioni ma non mi ha impedito di avere un ottimo percorso universitario”. Paradossalmente il Covid-19, sui cui effetti indiretti ha costruito la propria tesi, l’ha avvicinato all’ateneo. “Quando sono iniziate le lezioni in streaming, ho potuto frequentarle come gli altri, ma a distanza”.
Incassato il premio e il relativo assegno della borsa di studio, il canoista appassionato di diritto guarda alla prossima prova da superare, il temibile esame di stato per diventare avvocato.


