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VERBANIA - 08-03-2023 -- Per il giudice è stato un fatto di lieve tenuità, ma non una necessità. Non è un’assoluzione piena, ma gli permetterà comunque di evitare il carcere o i lavori di pubblica utilità, quanto deciso oggi dal Tribunale di Verbania nei confronti di un uomo di nazionalità senegalese residente a Verbania. Nel giugno del 2021, dopo alcune condanne per fatti commessi in precedenza, l’uomo era stato messo ai domiciliari per scontare la pena residua. Disoccupato, in precarie condizioni economiche, era stato autorizzato a uscire la mattina per due ore in modo da poter cercare lavoro, ma la sera non avrebbe dovuto abbandonare l’abitazione di Pallanza.

Nei controlli di routine i carabinieri, che gli bussarono alla porta dopo cena, non lo trovarono. In casa c’era, al suo posto, un connazionale con il quale divideva -insieme a un terzo senegalese- quell’appartamento. “Non c’è” - rispose questi, dicendo di non averlo visto quando era rincasato, qualche ora prima. Andò a cercarlo sul lungolago, ma non lo trovò. Lo rivide solo al rientro, quando l’amico -informato della visita dei carabinieri- gli disse che era stato a Intra, al ristorante cinese. “Avevo fame, i miei coinquilini non mi davano da mangiare da un giorno – ha raccontato l’imputato –. Sono andato a piedi al ristorante dove al mattino avevo portato il curriculum, mi hanno regalato del latte e un po’ di riso, poi sono tornato a casa”. Il racconto è stato confermato dalla titolare dell’attività commerciale, corroborando la tesi della difesa secondo cui l’evasione era stata una necessità fisiologica. Una tesi non condivisa dal giudice, che comunque l’ha assolto per lieve tenuità.

 


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