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p d giustizia 22

VERBANIA - 03-03-2023 -- I problemi sono nati quando, alla morte della zia, quella grande e storica tenuta di Oleggio Castello è passata agli eredi, che non vi mettevano piede da tempo e le cui vite avevano preso altre strade. Tra loro una nipote, artista di 57 anni che s’è trasferita e vive ormai da tempo a New York, decise di interessarsi più da vicino di quei 100 e più ettari tra le colline dell’entroterra, da secoli appartenenti alla famiglia e che in passato avevano ospitato un importante allevamento di cavalli. Al suo arrivo in Italia, però, trovò una situazione che non le piacque perché, legittimamente, la zia aveva lasciato l’usufrutto di alcuni stabili ai dipendenti e collaboratori che negli anni l’avevano aiutata a portare avanti la magione.

Ne nacquero tesi rapporti, sfociati in liti e discussioni. E in querele. In un primo procedimento penale marito e moglie usufruttuari di un appartamento sono accusati di violenza privata e di disturbo della quiete e del riposo. In un altro, che ha avuto un tortuoso iter giudiziario, un altro vicino affittuario è accusato di minaccia grave perché avrebbe cercato di investire l’ereditiera con l’auto. Inizialmente il processo era stato aperto dal giudice di pace con l’accusa di minaccia ma, in aula, il pm modificò il capo di imputazione aggiungendo l’aggravante che portò il magistrato onorario a dichiararsi incompetente (la minaccia grave è competenza del giudice monocratico) facendo ripartire un nuovo fascicolo che, dopo quattro anni, è tornato ieri in aula. L’artista newyorchese, che s’è costituita parte civile, ha raccontato le vicissitudini coi vicini, nei confronti dei quali ancora oggi c’è acrimonia, tanto che la stessa ha chiesto al giudice Marianna Panattoni di farle stare lontano l’imputato durante la sua testimonianza.

 


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