VERBANIA - 02-03-2023 -- Aiutare il prossimo. È forse questa la grande occasione nella vita di ciascuno? Forse. La domanda che segue allora potrebbe essere, in che modo farlo? Il verbo aiutare ha un significato molto ampia e le modalità con cui ognuno di noi, metaforicamente, può tendere una mano verso l’altro sono infinite. Tutto sta nel trovare la via che più ci dà piacere.
Diego Babetto (nella foto), private banker di Verbania del gruppo Fideuram, ha scelto di aiutare il prossimo insieme all’associazione La Chiave della Vita, che si occupa di eventi benefici che finanziano progetti pediatrici.
Quando ha sentito la necessità di fare beneficenza e come ha capito qual era il modo migliore per farlo?
Ho da sempre sentito questa necessità. Mi sarebbe piaciuto fare volontariato ma non ho mai avuto tempo per farlo. La vera svolta è avvenuta da quando sono diventato papà. Poco dopo ho conosciuto Angelica, presidente de La Chiave della Vita. Mi ha presentato le attività dell’associazione e lì ho capito che avevo trovato quello che davvero mi interessava.
Nello specifico, la Chiave della Vita, cosa fa?
Organizza eventi il cui incasso va in beneficenza. Ogni anno si sceglie un progetto in ambito pediatrico. Finora abbiamo contribuito a comprare un respiratore pediatrico per l’ospedale di Verbania, finanziato la ricerca in ambito nazionale in collaborazione con la Fondazione Bambin Gesù che studia gli effetti del Covid sui bambini. In India, prima della pandemia, abbiamo aiutato i bambini nell’area rurale alla periferia di Bangalore, dove padre Sibi, che vive a Vanaprastha, ha costruito un asilo. Abbiamo donato 10.000 euro anche per la ricerca sul tumore cerebrale infantile, il neuroblastoma.
Per il futuro, ci sono già progetti attivi?
Nel 2023 La Chiave della Vita raccoglierà fondi a favore del progetto ‘passaporto genetico’ del comitato Maria Letizia Verga. Individuando il profilo genetico di ogni bimbo malato di leucemia si potrò avere una terapia personalizzata, con più alte possibilità di guarigione.
Quanto la raccolta fondi, attraverso donazioni ed eventi benefici, aiuta i bambini e le loro famiglie?
L’aiuto ha una doppia valenza: quella economica, ovviamente, ma anche quella morale. Sapere che qualcuno si interessa alla tua causa colpisce, perché da speranza. Una sensazione che, purtroppo, i bambini che soffrono e le loro famiglie, spesso faticano a provare. Abbiamo anche supportato progetti estemporanei, come la raccolta fondi per il bambino sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone, per il quale ha raccolto 21.000 euro.
Quanto si fa beneficenza nella nostra provincia?
Tantissima, anche se le beneficenza non è mai troppa. Scegliere un solo progetto pediatrico è un’ardua scelta perché i bisognosi, ahimè, sono molti. Ma sono convinto che un primo passo deciso e determinato a fare del bene è già un grande passo verso l’umanità. Essendo un’associazione nata sul territorio La Chiave della Vita è molto attenta alle sue esigenze. Durante l’emergenza Covid sono stati raccolti 41.000 euro per apparecchiature mediche.
Cosa si può fare di concreto per aiutare La Chiave della Vita?
La Chiave della Vita sta lanciando una nuova modalità di raccolta fondi: durante un compleanno il festeggiato può ‘rinunciare’ ai regali e chiedere agli invitati di devolvere la somma in beneficenza. È un piccolo gesto per dimostrare solidarietà ma può rivelarsi molto importante per chi ne ha davvero bisogno.


