VERBANIA - 02-03-2023 -- Nella caduta a terra si fratturò un polso, andò all’ospedale e rimase a casa dal lavoro per più di un mese. Non fu un normale infortunio quello patito, il 30 ottobre del 2021, da una operatrice socio-sanitaria della Sacra Famiglia di Verbania. La donna, 56 anni, quel ruzzolone a terra lo fece al culmine d’una lite con un collega, che ha denunciato per lesioni personali. È questo il reato per il quale Salvatore Cassibba, 27enne originario della provincia di Siracusa, è a giudizio al Tribunale di Verbania. Lui -attualmente disoccupato- nega la circostanza e, anzi, sostiene che l’ex collega si sia inventata tutto, sedendosi per terra e lamentando poi un problema fisico che in realtà aveva da qualche tempo.
Sulle differenze tra le due versioni, al di là della qualità di chi le rende in aula (il testimone ha l’obbligo di dire la verità, l’imputato che testimonia può anche mentire), l’udienza odierna ha visto l’imputato incalzato dall’avvocato della parte civile, Gabriele Pipicelli. Che, per saggiare la credibilità del giovane Oss, gli ha domandato se aveva in corso altri procedimenti penali.
A Verbania il siracusano ha patteggiato lo scorso luglio 3 mesi e 20 giorni (con la sospensione condizionale), oltre a 1.000 euro di multa, per violenza privata e furto, e ha come precedente una guida in stato di ebbrezza. Sono gli effetti dell’arresto al quale fu sottoposto a giugno, quando bloccò un automobilista per strada a Baveno e, dopo il furto di un portafogli in un bar di Fondotoce, venne fermato ebbro al volante a Suna.
Alla domanda del difensore -ma l’aveva già chiesto il giudice, ottenendo risposta negativa- se fosse indagato per la violenza sessuale su una paziente del Dea del Castelli (dove lavorava) e per aver picchiato un venditore bengalese di rose, ha tergiversato, negando il secondo episodio e, dopo una smentita iniziale, ammettendo la denuncia ma dicendo che è un equivoco.
Queste risposte potrebbero pesare nella decisione del giudice, che nell’aggiornare l’udienza al 29 giugno, ha autorizzato la parte civile a chiedere i carichi pendenti dell’imputato.


