VERBANIA - 19-02-2023 -- Un’altra truffa delle case vacanza fantasma. Nell’estate del 2019 la sezione di pg dei carabinieri della Procura di Verbania scoprì che dietro a una serie di frodi on-line c’era un gruppo di persone residenti a Verbania. Denunciate e mandate a giudizio, alcune sono state assolte, ma uno di loro, pluripregiudicato, è stato condannato. Ora deve rispondere di un altro episodio ai danni di una uomo residente in provincia di Vercelli. Nel marzo del 2019 vide sul sito subito.it un annuncio per l’affitto di un appartamento ad Andora, città che ben conosceva avendovi trascorso spesso le vacanze. Prese contatto con il venditore, al quale versò con un bonifico bancario una caparra di 450 euro su un totale di 2.100 per una settimana, accordandosi per recarsi, nei giorni successivi, in Liguria per vedere di persona l’appartamento e per completare l’affare. Nel giorno stabilito prese l’auto e partì alla volta di Andora. Arrivato all’uscita dell’autostrada chiamò l’inserzionista annunciandoli l’imminente arrivo. Questi lo rassicurò congedandolo con la promessa di vedersi di lì a poco.
All’indirizzo fornito, in realtà, non c’era nessuno. E bastò suonare al campanello dei proprietari di casa per far comprendere al vercellese d’essere stato truffato. Si recò subito dai carabinieri della locale stazione e, quando raccontò l’accaduto, gli venne spiegato che di frodi del genere ne registravano un migliaio all’anno. Del resto anche i proprietari dell’appartamento vacanza “fantasma” gli avevano spiegato che non era stato il primo a bussare alla loro porta.
La difesa sostiene che l’imputato non sia un truffatore, bensì un tossicodipendente che, in difficoltà economiche, ha ceduto i suoi documenti a terzi che hanno utilizzato la sua identità per farla franca.


