VERBANIA - 11-02-2023 -- Un'umanità immensa, più forte della paura, tratteggiata da parole di ammirazione pronunciate senza retorica ma con partecipazione. Così il racconto di Giovanni Palatucci fattone dal questore del VCO Luigi Nappi. Suo il compito di ricordare, questa mattina, la figura del funzionario di polizia che, mosso unicamente dalla sua coscienza e nella consapevolezza di rischiare tutto, salvò dalla deportazione almeno cinquemila ebrei. Lui però la vita non la ebbe salva e neanche gli fu risparmiata la deportazione a Dachau, dove il 10 febbraio del 1945, a nemmeno 36 anni morì.
Sul lungolago verbanese a lui intitolatogli nel 2004, al memoriale che reca inciso il suo nome nel marmo, è stato commemorato tra una piccola folla - troppo piccola - il sacrificio dell'ultimo questore di Fiume a 78 anni dalla morte. Con la preghiera del parroco don Giovanni Antoniazzi, la partecipazione delle autorità civili e militari, di una rappresentanza degli uomini e delle donne della Polizia di Stato e la presenza di Paolo Caminiti, dell'associazione nazionale dei deportati nei lager nazisti. E' stata una breve ma intensa cerimonia quella che la provincia del VCO ha dedicato al poliziotto eroe. Il "collega". Così ha voluto chiamarlo semplicemente, ma con orgoglio il questore Nappi, a sottolineare come quei valori di umanità trasmessi da Palatucci siano un faro, sempre.
Non a caso il questore ha dedicato le ultime parole del suo intervento ai funzionari di polizia presenti: "L'esempio del dottore Palatucci - ha detto - deve sempre richiamare al senso del dovere, anche morale ed etico, al quale è assolutamente indispensabile fare riferimento nel nostro operare, in una società difficile e in un momento così delicato che sembra far prevalere il diritto del singolo a scapito dei doveri di ognuno verso la comunità".
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Video: scene della commemorazione, il discorso del questore Luigi Nappi.


