VERBANIA - 04-02-2023 -- Una quasi certezza agita gli animi del centro sinistra verbanese: da qui ai 15 mesi che mancano alla scadenza elettorale per il rinnovo del consiglio regionale, l'amministrazione Cirio non farà nulla per cercare di risolvere i problemi della Sanità nel VCO. Inanellerà promesse, buone per le elezioni ma inutili per la salute dei cittadini. È questo il pensiero comune emerso nella serata di venerdì a Palazzo Flaim e intitolata "Quale futuro per la Sanità nel VCO?" Serata organizzata dal Partito democratico per tentare una risposta ai quesiti più pressanti. Annunciato ma assente per un malanno di stagione, il senatore Enrico Borghi; al tavolo dei relatori si sono alternati la consigliera regionale Monica Canalis, il sindaco Silvia Marchionini, il sindaco di Gravellona (presidente della rappresentanza sondaci ASL) Giovanni Morandi e Bruno Lo Duca, del Comitato Salute VCO; chiamato a tracciare una cronistoria sul tema sanità partendo dal 2002, quando s'incominciò a parlare di un nuovo ospedale unico nel VCO. Perchè la sanità è al centro del dibattito pubblico nel VCO da decenni, senza soluzioni. Alice De Ambrogi (segreteria PD) e il consigliere comunale Roberto Gentina, hanno moderato gli interventi.
Un convegno dal quale non sono emersi dati nuovi, né particolari piani di azione (ma non è mancato nel pubblico chi ha timidamente ipotizzato poteste di piazza). È emersa, questo sì, la necessità di affrontare con urgenza un tema che pur avendo connotati nazionali, nel territorio trova momenti di accentuata criticità e ormai di "cronicità" volendo rimanere nel lessico sanitario.
Una medicina territoriale mai decollata con i fondi del PNRR che creeranno le strutture delle case della salute a Domo, Verbania e Omegna e dell'ospedale di comunità a Gravellona, ma che rischiano di rimanere, come ha rimarcato Marchionini, "scatole vuote" per le carenze di personale e dei risvolti una organizzazione che non è stata ancora progettata. Eppure in un territorio di anziani come il VCO, la medicina territoriale diventa fondamentale per evitare l'intasamento degli ospedali e soprattutto assicurare una buona assistenza ad una larga fetta della popolazione, la più fragile. Di integrazione tra sanità e aspetto sociale, tra rsa e assistenza domiciliare e dei supporti necessari ma mancanti, ha riferito la consigliera Canalis arrivando a parlare di "Eutanasia da abbandono" (nel video) e nel rimarcare che il problema sanità si prepara a diventare ancor di più problema economico alla luce dei nuovi tagli che il governo Meloni ha messo in Finanziaria per il Fondo sanitario nazionale.
E se la medicina territoriale è stato il tema centrale della serata, è l'argomento stesso a richiamare un'ampia molteplicità di aspetti, e comunque dall'ospedale non si prescinde, né dalle carenze dei medici e dal conseguente abuso dei "gettonisti". Come far restare i medici "in fuga" nel territorio? Offrendo un ospedale tecnologicamente avanzato, "è l'unica strada", ovvero la gratificazione professionale prima di quella economica secondo il chirurgo Francesco Romanelli per non farsi incantare dalle "sirene delle cooperative" che allettano i medici con guadagni importanti. Insomma, nulla di nuovo anche in tema ospedale, dove gli stessi operatori da sempre si sono detti per l'ospedale unico come risposta ai bisogni di salute del territorio tanto più che sono proprio i medici, in prima persona, a risentire delle difficoltà di dividersi tra due ospedali (ma strutturati come uno).
La nota post convegno della segreteria del PD richiama alla Regione, reiterando le richieste mosse lo scorso 6 dicembre dalla Rappresentanza dei Sindaci dell’ASL all'assessore regionale Icardi: "Tra le proposte presentate dai Sindaci per contrastate l'allarmante carenza di medici e infermieri, vi è stata quella di un benefit economico per il personale sanitario, considerando la concorrenza della vicina Svizzera, condizione unica nel panorama piemontese.
Leggiamo che anche il Ministro dell'economia Giorgetti ha annunciato un premio nei territori di confine per il settore sanitario.
Quello che chiediamo al Presidente Cirio, all’assessore Icardi al consigliere regionale del territorio è se all’impegno, preso per la fine gennaio, seguirà un atto concreto. La nostra è una forte sollecitazione vista la condizione molto difficile del nostro territorio. Lo stanno facendo? Non facciano che siano le solite promesse, come le molte a cui non sono seguiti atti concreti, fatte dall’ assessore alla sanità Icardi e dal consigliere regionale Preioni?"
Tutto il tempo perso, conclude la nota "si traduce in drammatiche conseguenze per la sanità e la salute dei nostri cittadini: con l’assenza di personale, un uso smodato di medici gettonisti, la lentezza nel recupero delle prestazioni sanitarie, cittadini sballottati in tutta la Regione per semplici analisi, Cup balbettanti, ritardi enormi nello svolgimento di esami – con alcuni che nemmeno si possono fare -, Case della Salute poco efficienti e mai potenziate".
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